Cosa bevo con un Toscano? Tecniche di abbinamento


152977206Cari amici, oggi non vi parlerò di un abbinamento da me sperimentato ma di come orientarsi nella scelta della bevanda.

La ricerca del gusto domina ormai il nostro  tempo, ovunque intorno a noi si respira una nuova filosofia di vita orientata all’esaltazione del momento non più solo fine a se stesso ma come chiave di lettura del nostro mondo, uno strumento   per non perdere di vista i valori della terra a cui apparteniamo, i suoi frutti e le sue storie.

Così in Italia e nel mondo la popolazione è sempre più attratta dall’adottare questo stile di vita, come novelli epicurei sono sempre di più coloro che si dedicano alla conoscenza dei prodotti di qualità ed al buon vivere che questi possono regalare.

Molteplici sono i territori da esplorare, ma tra quelli che ci affascinano di più il posto d’onore è occupato dal cibo, dal vino e tutte le bevande di qualità e, non ultimo, dal fumo lento.

L’abbinamento tra questi elementi  ci permette di assaporarli in modo da trarre il meglio da ciascuno di essi  ricordando che, al di là delle tecniche e dei metodi codificati, ciò che conta sono le nostre esperienze personali, il nostro palato, ciò che a noi  piace e ciò che per noi è “buono”.

L’abbinamento è quindi un’esperienza da vivere  senza condizionamenti lasciando libera la nostra curiosità di portarci a visitare tutti i territori sensoriali ed anche ad esplorarli di nuovi.

Vero è che nell’approccio all’abbinamento si possono seguire delle linee guida .

In genere si utilizzano due principi apparentemente contraddittori, quello della contrapposizione e quello della concordanza.

Benché nati al fine di individuare la combinazione più adatta tra cibo  e  vino, questi principi sono ben utilizzabili per valutare la bevanda con cui accompagnare la fumata lenta, sempre che non si opti per un consumo in purezza.

In genere si ha contrapposizione quando le sensazioni percepite nel cibo o nel nostro caso nel sigaro  che stiamo consumando richiedono nel vino, o nella bevanda che vogliamo assaporare, una sensazione opposta, per esempio se avvertiamo una sensazione amaragnola o di sapidità nel sigaro sarebbe consigliabile abbinarlo con una bevanda caratterizzata da morbidezza, come un vino da meditazione.

Quando invece la fumata ci fa percepire nel tabacco una struttura importante, una dolcezza ben percettibile od una spiccata intensità e persistenza gusto – olfattiva, un buon abbinamento richiederebbe che tali caratteristiche si ritrovino anche nel vino o nel distillato con cui accompagniamo il sigaro, in modo che si esaltino a vicenda.

Per esempio un domenicano dolce e rotondo può trovare il giusto complemento in un passito.

Interessandoci delle possibilità di abbinamento tra sigaro, vino, distillati, liquori birre e quant’altro e bene iniziare a seguire tali principi per poi  sentirsi sempre più liberi di sperimentare. Consiglierei però di iniziare la valutazione dell’abbinamento dal sigaro e, una volta individuatene le caratteristiche organolettiche, individuare la tipologia di bevanda con cui accompagnarlo.

In questa sezione cercheremo di individuare gli strumenti principali per la nostra ricerca.

Senza rinnegare la tradizione che suggerisce i distillati come abbinamento principe non si devono dimenticare le infinite possibilità offerte dalle bollicine, dai vini fermi, liquorosi e conciati, ma anche tè. Il sigaro infatti  stimola le papille gustative in modo diverso da un liquido lasciando una sensazione di sapidità, bene è quindi accompagnarlo con una bevanda capace di indurre la salivazione, ripulendo la bocca e facendoci ripartire per un nuovo puff.

Facciamo un esempio di un  sigaro che abbia caratteristiche organolettiche molto spiccate, come il Toscano.

Il Toscano, aldilà delle sue tipologie date dalla provenienza del tabacco dalle diverse regioni in cui è coltivato e le differenti stagionature ed affumicature, è realizzato con tabacco Kentuchy italiano che presenta un’ importante nota tannica, sapida, è opportuno perciò non associarlo con vini rossi fermi molto tannici poiché questi ultimi finirebbero per soffocarlo o bianchi troppo acidi, ne tanto meno con distillati estremamente floreali che eliminerebbero le note erbacee del tabacco; ben venga quindi uno champagne o un metodo classico italiano o spagnolo se leggero come il Soldati od una birra artigianale ad alta fermentazione arrivando ad un vino passito od una grappa morbida e complessa per una tipologia più strutturata come il Toscano Originale.

Provate….


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Si ricorda inoltre che secondo l’articolo 46 L.29/12/1990 il fumo nuoce gravemente alla salute.

Informazioni su Stefano Mancini

Sono grato a cigarsmaniac di avermi invitato “a bordo” dandomi l’opportunità di condividere con tanti nuovi aficionados le mie grandi passioni. Vorrei scambiare con voi le mie opinioni su come gustare al meglio i nostri amati sigari, in abbinamento a vini e distillati che ne esaltino l’aroma e ci regalino sensazioni ancora più ricche e coinvolgenti. La mia esperienza di Habanos Specialist e di Sommelier mi insegna che, fatte salve alcune regole basilari, non ci sono verità assolute ma solo abbinamenti da sperimentare. Senza voler assumere atteggiamenti narcisistici e vacui ci incontreremo per imparare le basi dell’abbinamento e scoprire di volta in volta i prodotti che possono regalarci momenti di puro piacere.

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