I terroir: gli USA


Nella filmografia statunitense il sigaro è spesso presente, dal cinema western al classico vintage, molti personaggi ne facevano uso: da Charlie Chaplin a Groucho Marx, che non lo usavano solo in scena, ma del tabacco ne fecero uno stile di vita, fino ai grandi cowboy, seduttori e spregiudicati eroi protagonisti dei film più moderni, come Wolwerine.  Spesso si discute sui “gusti ”, come per le capas candela, e gli “usi”, che risalgono ai nativi, per celebrazioni e rituali, un tempo religiosi e oggi eventi di ogni sorta (laurea, matrimonio…), ma qual è la tipologia di tabacco che caratterizza il “Nuovo Mondo”?

La domanda è molto complessa, ma richiede  una piccola parentesi storica, per descrivere il terroir statunitense. Gli indigeni, o meglio, i nativi americani, erano a conoscenza del tabacco prima ancora dell’arrivo dei primi coloni, ma utilizzavano la Nicotiana rustica nei rituali, che inalavano tramite delle pipe con forme di animali. La Nicotiana tabacum, invece, era utilizzata dagli spagnoli nella Manifattura di Siviglia: questa specie, a differenza della rustica, permetteva di essere fumata senza l’utilizzo di pipe, e venne importata negli Stati Uniti dagli stessi coloni, come Rolfe, il pioniere che sposò Pocahontas. Alla fine del Seicento alcuni stati come la Virginia, il Maryland, il Kentucky, l’Ohio, il Tennessee, l’Alabama, la Luisiana, la Georgia e la Florida producevano una grande quantità di tabacco: tutt’oggi questi stati forniscono sul mercato buone materie prime per pipa, sigaro e sigarette.  Tipico sigaro degli Stati Uniti era lo stogie: le foglie, coltivate in Pennsylvania, erano scure e non eleganti, aveva una forma strana sottile e lungo 330 mm, tanto da essere chiamato “laccio di scarpa”.

Le tipologie di tabacchi più coltivate sono: il virginia, il Burley, il kentucky, il maryland e il perique.

Il virginia è il più pregiato fra i tabacchi coltivati, cambia nome e tipologia di lavorazione in base alla zona di provenienza, tra questi c’è il bright (noto anche come belt): è utilizzato nelle miscele per le sigarette o nei trinciati per pipa, a seguito alla cura a fuoco diretto (flue-curing).  Il burley viene coltivato soprattutto in Kentucky, Tennessee e Ohio del sud, dove erano presenti le prime piantagioni già nel 1864 e venne scoperto per caso fortuito da George Webb. Questa tipologia di tabacco ha un aroma leggero, viene raccolto a pianta intera e curato perlopiù ad aria (light air-cured), ma esistono anche di curati a fuoco diretto. La caratteristica principale del burley è che produce un fumo neutro, ovvero, il ph è tra acido e basico, per questo si presta bene in molte miscele. Il maryland è utilizzato in miscele per sigarette e trinciati da pipa, viene curato ad aria e coltivato nello stato omonimo. Il kentucky deriva per ibridazione dal virginia, matura diverse caratteristiche  a seconda della provenienza, infatti, si distingue anche da quello italiano: quello statunitense è molto più ricco ed intenso. Questo tabacco è contraddistinto da un sapore affumicato, tipico della cura a fuoco diretto (fired-cured), il suo utilizzo è molteplice, dai sigari ai trinciati per pipa fino alle sigarette. Il perique è noto per il suo gusto speziato ed aromatico, infatti, viene utilizzato nelle miscele per pipa, assieme al latakia, e cresce in Luisiana.

Tra gli stati che producono tabacco, si deve far cenno al Connecticut: esso è bagnato a sud dal Long Island Sound e confina a nord col Massachusetts, a ovest con lo Stato di New York e a est con il Rhode Island. La zona interna di questo stato ha un clima temperato umido, mentre, la costa presenta un clima subtropicale umido, con estremi stagionali temperati dalla vicinanza dell’oceano Atlantico. Le precipitazioni sono presenti tutto l’anno, ma vi sono forti escursioni termiche: gli inverni sono freddi, con temperature medie tra i 3 °C fino al -2 °C, abbondanti nevicate, mentre, le estati sono calde, con temperature medie di 27 °C e 31 °C. L’umidità è elevata e costante (intorno al 75%), mentre, il suolo presenta diversi bacini idrici, quello maggiore è il Connecticut River: questi fattori permettono la crescita di foglie di tabacco utilizzate per la fascia da molti marchi, come Davidoff, Macanudo, Arturo Fuente, Ashton. A fine marzo vengono preparati i semenzai, a maggio avviene il trapianto e le foglie sono pronte a fine luglio. Le foglie coltivate sotto i teloni prendono il nome di connecticut-shade, hanno un colore chiaro (claro o colorado claro), mentre, quelle coltivate al sole sono le connecticut-broadleaf di colore scuro (colorado e colorado maduro). In questo stato si trova anche una piccola manifattura di sigari premium.

Lo stato più legato alla produzione del tabacco rima la Florida: si estende su buona parte dell’omonima penisola ed è bagnata ad ovest dal Golfo del Messico, mentre a nord confina con gli Stati della Georgia e dell’Alabama e ad est si affaccia sull’Oceano Atlantico. Nell’arcipelago delle Florida Keys si trova l’isola di Key West, la cui storia è intrecciata con quella di Cuba: la vicinanza tra le due isole permise un forte flusso migratorio degli esuli che lasciarono La Grande Isla. Miami è il centro tabaquero più grande degli Usa, vi è presente Little Havana, dove si parla spagnolo e si vive la cubanidad.

 Il territorio è ricco di fiumi e laghi, il clima è influenzato dall’Oceano Atlantico , dalla bassa altitudine e dalla relativa vicinanza al Tropico del Cancro. Le stagioni si differenziano soprattutto per le precipitazioni, con inverni relativamente secchi (stagione secca) ed estati calde ed umide (stagione umida). La Corrente del Golfo mitiga le temperature massime, ma non l’umidità, e si hanno picchi massimi di 39°C, mentre, le temperature medie che si aggirano intorno ai 32°-33° C in estate.

Fonte “Storia del sigaro” di Ferri.

Lady M


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Si ricorda inoltre che secondo l’articolo 46 L.29/12/1990 il fumo nuoce gravemente alla salute.

Informazioni su Federica D'Angelo

Mi chiamo Federica sono una studentessa di Ingegneria Meccanica ed una Pin up (Miss Pin up curvy 2016), in arte “Lady_M”. Vi chiederete il perché di questo nome: esso risale a circa un anno fa, quando fumai il mio primo cubano, un Montecristo no. 4, e nell’accenderlo, male, una ciocca di capelli prese fuoco e mi ritrovai con un’insolita frangetta! Le Pin up hanno un legame stretto con il mondo del fumo lento, infatti, la mia eroina “Dita Von Teese” suole rilassarsi, tra uno spettacolo e l’altro di Burlesque, con un buon avana.

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