I terroir: Repubblica Dominicana


I terroir: Repubblica Dominicana.

La Repubblica Dominicana confina a ovest con la repubblica di Haiti, ed è bagnata a nord dall’Oceano Atlantico, a sud dal Mar dei Caraibi e a est dal Canale della Mona, che la separa da Porto Rico. La capitale è Santo Domingo.

 Il territorio dominicano è prevalentemente montuoso, dominato dalla Cordillera Central, nella quale spicca il Pico Duarte, massima vetta dei Caraibi, di 3 087 metri. Vi sono altre catene montuose: la Cordillera Septentrional o Sierra de Monte Cristi, la Cordillera Oriental, la Sierra de Yamasá, la Sierra de Samaná, la Sierra de Baoruco, la Sierra de Neyba e la Sierra Martín García. Tra la cordigliera centrale e quella settentrionale si estende la valle del Cibao, un’ampia e fertile pianura che assegna il nome all’intera regione settentrionale del paese, dove si concentra la maggiore produzione di tabacco. Nella zona sud-orientale si estende un’altra ampia pianura costiera. Il lago più grande nel territorio dominicano è il lago Enriquillo (265 km2), ed è di origine oceanica. Le catene montuose sono costituite da formazioni sedimentarie, in prevalenza calcari, con argilloscisti, conglomerati, arenarie, che risalgono alla fine del Cretaceo. Il fondo valle e le pianure sono costituiti da sedimenti recenti e da formazioni di alluvioni attuali, non è presente nessuna attività vulcanica.

Il clima è tropicale caraibico, con piogge abbondanti: le temperature medie annuali (tra il valore minimo e il massimo giornaliero) variano dai 19 °C ai 15°C, con minime fino ai 5°C e massime fino ai  25°C, l’umidità è elevata(70-75 % ur). La stagione delle piogge inizia a maggio e termina a novembre, anche se nella regione settentrionale del paese le piogge continuano, anche durante il mese di dicembre: il loro carattere torrenziale causa numerosi smottamenti. I danni maggiori sono causati dagli uragani e dalle tempeste tropicali, la cui stagione va normalmente da agosto a ottobre.

Il centro della coltivazione del tabacco è Santiago de los Caballeros (originariamente “de Los Treinta Caballeros”, perché si ritiene fondata nel 1495 dal fratello minore di Cristoforo Colombo, Bartolomeo, con trenta nobiluomini spagnoli): qui le manifatture promuovono e devolvono fondi in progetti di beneficenza per l’infanzia o per la fornitura di servizi sociali. Nel 1962, l’Istituto del Tabacco (Intabaco), tramite le basi lasciate dall’Istituto de Defensa del Tobaco, si attivò in una forte politica agraria. Le prime migliorie avvennero con i Semilleros de canteros (protetti con teli fatti con gli scarti della lavorazione del riso) per la crescita delle piantine, Semilleros en bandejas tradicional (poste su tavoli o in terra) o bandejas flotantes; a questi seguirono l’aporque (rincalzo della terra), l’impiego di fertilizzanti e pesticidi, il controllo delle malattie, l’attenzione ai metodi di recoleccion (raccolta) per aumentare la percentuale di foglie sane.  I lavori di preparazione del suolo cominciano due mesi prima del trapianto (agosto-ottobre, il ciclo produttivo non è rigido).

 La Repubblica Dominicana è la patria del blended, di ottima qualità e premium: i sigari non sono puros, ma costituiti anche da foglie di altre nazionalità, soprattutto per la capa (questo non esclude la possibilità di sottofascia e ripieno con tabacchi importati dal Nicaragua, Honduras, Messico e Brasile). I tabacchi coltivati appartengono a tre gruppi: criollo, olor e havanensis.

Il primo gruppo del criollo, in cui rientrano anche i tabacchi chiari, vi è l’amarillo parado, che è considerato il tabacco autoctono per eccellenza, si coltiva nei municipi di La Isabela, Janico, La Canela, La Vega e Villa Vazquez.

La seconda varietà è il chado diaz, conosciuto anche come olor: è resistente a varie malattie, anche moho azul; è un tabacco molto aromatico, dal gusto sapido, leggero e dolce, con basso contenuto di nicotina (1%) ed è impiegato per ripieno e sottofascia, in rari casi anche per la capa dei premium, per il mercato interno. Nel gruppo dell’olor rientrano, come tabacchi, il quin diaz, il sumatra e il papayo. L’olor è spesso utilizzato per sigari con capa di colore claro.

La terza varietà è il piloto (è una varietà havanensis, noto come piloto cubano): ha un alto contenuto di nicotina (2%) che conferisce forza ai sigari, donandogli un gusto amaricante e piccante. Si coltiva nei municipi di Canela, Villa Vazquez, Valverde, La Caya, El Limon, Guayabal, Sabana Iglesia, La Presa, Navarrete, Villa Gonzalez.

Con l’adozione del piloto cubano (1962) si è introdotta, nel processo di produzione, la casa de tabaco cubano, con pareti chiuse e la regolazione della temperatura e dell’umidità, tramite le finestre laterali. Il rancho dominicano, rancho quisqueya, è aperto sui quattro lati, ha il tetto di legno o di canne intrecciate: anche le vecchie corde (sartas), per appendere il tabacco, sono state sostituite da aste di legno (cujes).  Il piloto è utilizzato nella tripa (seco e ligero), per ottenere sigari di maggiore corposità, come La Flor Dominicana. Questo tipo di tabacco richiede molta acqua, per essere coltivato, i terreni, quindi, sono provvisti d’irrigazione (cultivar riego).

Tra i tabacchi havanensis rientra il san vincente (ibrido di piloto, ma con maggiore combustibilità, acidità e leggerezza), è  noto per essere uno dei tabacchi base dell’azienda Davidoff.  Il master blender  Hendrik Kelner ritiene che una mezcla di olor (sapido e dolce), piloto (amaricante e piccante) e san vincente (acidità) crei una fumata stimolante e bilanciata.

Le foglie di capas più utilizzate sono la connecticut-shade americana, coltivata sotto i teli, di colore claro e tessitura serica, o la connecticut broadleaf, di colore maduro.

Fonte “Storia del sigaro”, Ferri.

Lady M

 


Le immagini e i marchi sono dei legittimi proprietari. Non si intende sponsorizzare alcuna casa produttrice ed alcun marchio.
Si ricorda inoltre che secondo l’articolo 46 L.29/12/1990 il fumo nuoce gravemente alla salute.
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Informazioni su Federica D'Angelo

Mi chiamo Federica sono una studentessa di Ingegneria Meccanica ed una Pin up (Miss Pin up curvy 2016), in arte “Lady_M”. Vi chiederete il perché di questo nome: esso risale a circa un anno fa, quando fumai il mio primo cubano, un Montecristo no. 4, e nell’accenderlo, male, una ciocca di capelli prese fuoco e mi ritrovai con un’insolita frangetta! Le Pin up hanno un legame stretto con il mondo del fumo lento, infatti, la mia eroina “Dita Von Teese” suole rilassarsi, tra uno spettacolo e l’altro di Burlesque, con un buon avana.

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