La cerimonia del tè (la cerimonia del sigaro)


La cerimonia del tè.

Un lieve venticello fresco comincia ad allietare queste ultime serate estive, le temperature diventano più miti e si può sorseggiare un tè caldo e bruciare del tabacco: un momento idilliaco ed appagante dopo una lunga e faticosa giornata, ma vi può essere un legame tra la cerimonia del tè giapponese e l’accensione del nostro amato sigaro?

La cerimonia del tè è un rito che affonda le sue radici nella tradizione buddhista e nelle arti zen, che consiste in sobri e semplici passaggi per servire e gustare la bevanda calda: in Giappone ha una valenza sociale e spirituale, viene definito con i termini chadō o sadō (via del tè), per indicare gli insegnamenti del maestro del tè al suo discepolo. In base alla stagione cambiano i cibi serviti col tè, il bollitore e la leggerezza della stessa sospensione: si utilizza la polvere di tè verde (matcha), in modo da poter essere bevuta con l’acqua (simbolo di purezza), cosa che non avviene per un infuso. Il tabacco veniva utilizzato dagli indigeni per le sue proprietà mistiche: vi erano riti e cerimonie dedicate alle divinità, come per i Maya.

Fumare un sigaro con un amico ha una sua valenza sociale: da due si diventa tanti e nascono clubs, i cui componenti sono legati alla passione. Il fumo lento ha i suoi passaggi, le sue etichette: noi fumatori abbiamo i nostri rituali, dall’accensione allo spegnimento del sigaro, ogni fumatore compie dei passaggi precisi e personali. Il matcha viene prodotto con i germogli terminali della pianta, provocando un effetto eccitante: è proprio come le foglie di tabacco, l’effetto calmante di una buona ed appagante fumata è contrastato dalla presenza della nicotina.

La cerimonia del tè si fonda su quattro principi: l’Armonia, dagli oggetti scelti al cibo, tutto deve seguire un suo corso, una sorta di “panta rei”, per giungere alla disciplina; il Rispetto, si deve riconoscere la giusta “dignità” a tutto ciò che fa parte del cerimoniale; la Purezza, indica che la mente deve solo dedicarsi al bello, distogliersi dai vincoli del quotidiano, simbolicamente il discepolo che spazza la sala del tè, riordina se stesso; la Tranquillità, il discepolo deve cercare la serenità dello spirito, attraverso la compagnia del maestro.

Vi è armonia nel fumare un sigaro, i gesti non devono mai essere eccessivi, si finisce per perdere l’essenza stessa del fumo lento: lasciamo che lentamente il nostro sigaro si bruci, assaporandone gli aromi ed imparando a degustare. Il rispetto si rispecchia nei nostri gesti: non maltrattare il tabacco, significa poterne cogliere tutte le sfumature; non distruggere un manufatto, significa rispettare il torcedor ed il veguero; eseguire tutti i passaggi è dare dignità al sigaro. La purezza si ritrova nel momento stesso in cui si gusta un sigaro, stacchiamo dal quotidiano e ci dedichiamo a noi, ci concediamo al culto del “bello”, inteso come arte del e nel fumo lento: ritroviamo a serenità, la tranquillità perduta durante una giornata lavorativa, ci lasciamo guidare dal sigaro nel nostro percorso.

La stanza del tè si presenta con una piccola porta, da cui si accede dovendosi chinare, per indicare l’umiltà con cui affrontare il rito: presenta molti particolari che richiamano la natura ed è, di solito, poco illuminata, in una condizione di penombra. L’umiltà, per prima, ci apre un mondo più ampio sul fumo lento: senza pregiudizi, con la mente sgombera e la certezza di “non sapere”, possiamo scoprire nuove cose. La stanza del tè può diventare uno studio, uno sgabuzzino, la veranda o il balcone di casa (di sicuro è in penombra e presenta elementi collegati alla natura) per il fumo lento: l’importante è ciò che riusciamo a ricavare e carpire da questi momenti.

 

Lady_M

 


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Si ricorda inoltre che secondo l’articolo 46 L.29/12/1990 il fumo nuoce gravemente alla salute.
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Informazioni su Federica D'Angelo

Mi chiamo Federica sono una studentessa di Ingegneria Meccanica ed una Pin up (Miss Pin up curvy 2016), in arte “Lady_M”. Vi chiederete il perché di questo nome: esso risale a circa un anno fa, quando fumai il mio primo cubano, un Montecristo no. 4, e nell’accenderlo, male, una ciocca di capelli prese fuoco e mi ritrovai con un’insolita frangetta! Le Pin up hanno un legame stretto con il mondo del fumo lento, infatti, la mia eroina “Dita Von Teese” suole rilassarsi, tra uno spettacolo e l’altro di Burlesque, con un buon avana.

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