L’anilla, il gioiello del sigaro


“L’anello, che doveva distinguere i suoi prodotti, si è generalizzato; ha assunto ha assunto una dimensione artistica, barocca, lirica! Esso è assurto al livello di oggetto prezioso. Ho visto anelli sontuosi, firmati dai più grandi pittori! Ne ho visti che si abbellivano di fili d’oro, di piume di uccello-mosca, di polvere di diamante… Certe collezioni, che comprendono migliaia di esemplari, raggiungono alle aste prezzi fantastici”

Davidoff, in “L’Amatore del sigaro”

L’anilla per alcuni fumatori è un mero pezzo di carta, per altri un vero e proprio feticcio, da conservare e collezionare, come simbolo di vittoria o piacere, forse perché a essa vi colleghiamo le emozioni delle nostre puffate… ma questo anello cosa rappresenta davvero?

Un gioiello (non lo nego a volte lo indosso anche!), il simbolo del brand o uno status symbol  del fumatore?

Ogni marchio ha la sua storia e la racconta in un piccolo pezzo di carta o di nastro, in pochi millimetri, dice cos’è e com’è nato: può, a volte, dare un’idea degli aromi del sigaro ed indicare la tipologia di tabacco. Un disegno complesso potrebbe trarre in inganno, facendo credere che il sigaro sia molto strutturato; un semplice nastro potrebbe indicare il concept del brand … oltre questo studio vi è quello che percepisce il fumatore. Il web è pieno di foto di anillas di grandi marchi, accompagnate da altri oggetti, che “rivelano” lo status symbol del fumatore: sembra l’emblema del potere, di chi vuole urlare al mondo il suo essere e il suo “ego”! Se da un lato sostengo il motto “siamo ciò che fumiamo”, perché mi piace credere che ad aromi decisi siamo collegate persone dal carattere forte, dall’altro credo che “grandi anilla” non facciano sempre grande un fumatore o lo rendano esperto!

Abbiamo sentito in tanti parlare di “fumatori di anilla”, da quel che ho capito, sono coloro i quali dedicano il piacere del fumo lento ai marchi più rinomati, a questo punto mi chiedo: ma è l’anilla a fare il sigaro o il sigaro a fare l’anilla?

Fumo da poco tempo e non ho le capacità per rispondere a questa domanda. Credo che ai marchi storici siano collegate anillas “note” e, in quanto tali, l’elevata qualità sia garantita, parliamo di una sorta di “cash cow”, per cui si potrebbe affermare che sia il sigaro a fare l’anilla. Questa idea, però, non è sempre applicabile, per esempio, nel campo dell’abbigliamento, non sempre i grandi marchi garantiscono elevate qualità. Vorrei provare a rispondere con le parole di Davidoff:

“Aggiungerei che esistono eccellenti sigari privi di anello- spesso i migliori- e degli orribili sigari con tanto di anelli sovraccarichi d’oro e di porpora”.

Per quanto mi riguarda, adoro collezionare le anillas, addirittura separo quelle dei sigari caraibici da quelle nazionali, le nascondo in un cofanetto, come piccoli diamanti, perché raccontano la mia storia da fumatore, dei miei piaceri e dei miei dispiaceri, legati alla fumata o al suo momento… ma io vivo spesso di poesia e di domande! Questo brevissimo articolo non mira a polemizzare, ma vuol spingere il lettore oltre le apparenze, perché tutto è nascosto sotto il “Velo di Maya”.

Lady M


Le immagini e i marchi sono dei legittimi proprietari. Non si intende sponsorizzare alcuna casa produttrice ed alcun marchio.
Si ricorda inoltre che secondo l’articolo 46 L.29/12/1990 il fumo nuoce gravemente alla salute.

Informazioni su Federica D'Angelo

Mi chiamo Federica sono una studentessa di Ingegneria Meccanica ed una Pin up (Miss Pin up curvy 2016), in arte “Lady_M”. Vi chiederete il perché di questo nome: esso risale a circa un anno fa, quando fumai il mio primo cubano, un Montecristo no. 4, e nell’accenderlo, male, una ciocca di capelli prese fuoco e mi ritrovai con un’insolita frangetta! Le Pin up hanno un legame stretto con il mondo del fumo lento, infatti, la mia eroina “Dita Von Teese” suole rilassarsi, tra uno spettacolo e l’altro di Burlesque, con un buon avana.

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