Passato e futuro, dimenticando il presente 2


Cosa c’e’ tra passato e futuro?

La risposta banale e’ il presente, ma quanto e’ complicato far convivere due modi di pensare cosi’ diversi.

Le storiche frasi “Ai miei tempi”, o “Si stava meglio quando si stava peggio”, sono frasi retoriche, che da giovani non si riuscivano a sopportare perche’ prevedevano la partenza di una paternale,  oggi con un bambino di 7 anni mi trovo spesso a pensarle ma cercare di non dirle…

Ma il fatto di pensarle vuol dire che fa parte della natura umana confrontare sempre il presente con il passato, pensando spesso troppo poco al futuro.

Il mondo ideale per come la vedo io sarebbe quello di un fumatore libero di poter andare in qualsiasi punto d’Italia e incontrare appassionati con cui ridere e scherzare, approfondire e liberamente apprezzare questo o quel sigaro, senza essere classificato come appartenente a questa o quella schiera, ma questo non e’ possibile.

E’ necessario essere catalogati altrimenti non si capisce se ci si puo’ fidare, come se fossimo in una guerra.

Scegliere se partecipare o no ad un evento e’ una scelta di campo, se partecipi significa che appartieni a quei colori, quando invece dovrebbe essere semplicemente una scelta dettata dall’interesse verso la serata offerta.

E invece noi, appartenenti a questa epoca, dobbiamo ringraziare i fumatori piu’ anziani, dobbiamo onorarli e incoronarli, perche’ loro sono stati i precursori del fumo in Italia, bisogna venerare le loro parole, i loro eventi, e se non lo si fa sei scomunicato.

Certo abbiamo una bella fetta di giovani leve che non fanno altro che litigare, nascondendosi dietro la goliardia, insomma davvero un bel dibattere tra vecchie e nuove generazioni, la solita storia. Non e’ assolutamente da dimenticare la tradizione, il sapere, la conoscenza derivante dall’esperienza, ed e’ giusto voler cambiare certe cose, ma non e’ giusto rinnegare tutto, anche perche’ il compromesso e’ sempre dietro l’angolo.

Sia chiaro io sono molto grato a coloro che hanno scritto e scrivono di fumo lento in Italia, coloro che genuinamente fumano e distribuiscono conoscenza, ma il grazie e l’importanza deve essere riconosciuta dai fatti non dai proclami, almeno per me, la supponenza e l’arroganza poi.

E non fatemi ridere con la parola compartir.

E’ una parola usata oramai in modo errato, tutti a farsi scudo con questa parola, “sincero compartir”, perche’ c’e’ bisogno di sottolinearlo, SINCERO, non basta compartir, perche’ potrebbe essere di facciata.

Tutti a cercare di fare business, tutti a cercare il proprio piccolo dollaro. In quasi 3 anni di blog, 15 sigari ricevuti in regalo, qualche passaggio di banner pagato, e 75 euro ogni anno pagati ad Aruba per il dominio e gli ammennicoli, questo il mio resoconto, per togliere ogni dubbio.

Faccio parte di un Club, che sto cercando insieme a qualcuno di orientare in modo diverso, non e’ facile e mai avrei creduto che potessero esserci tante spinte per buttarti giu’ dal burrone, ma questo forse indica che la strada e’ quella giusta, che certi dogmi si sta cominciando a discuterli e non accettarli e basta.

Ma alla base di tutto c’e’ un concetto: mai potro’ far parte di un gruppo che vuole rappresentare una elite, una differenza sociale, un “pochi fortunati”.

Preferisco continuare a NON saper fumare, NON saper bere e godermi un sigaraccio con il tavernello, ma almeno contorniato da amici sinceri.

 

 


Le immagini e i marchi sono dei legittimi proprietari. Non si intende sponsorizzare alcuna casa produttrice ed alcun marchio.
Si ricorda inoltre che secondo l’articolo 46 L.29/12/1990 il fumo nuoce gravemente alla salute.
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2 commenti su “Passato e futuro, dimenticando il presente