I terroir: il Brasile


I terroir: il Brasile.

Il Brasile ha una superficie di oltre 8,5 milioni di km², è il quinto paese del mondo per superficie totale (pari al 47,3% del territorio sudamericano). Il territorio brasiliano confina a nord con Guyana Francese, Suriname, Guyana e Venezuela, a nord-ovest confina con la Colombia, a ovest con il Perù e a sud con Bolivia, Paraguay, Uruguay e Argentina (confina con tutti i paesi del sud America, eccetto che con Ecuador e Cile).

Il clima brasiliano ha una grande varietà di condizioni atmosferiche. A nord, il clima è tropicale, ci sono temperature alte durante tutto l’anno e precipitazioni abbondanti, anche se nella regione nord-orientale esiste un clima semi arido con temperature elevate e poche precipitazioni. Nella fascia costiera meridionale il clima è caratterizzato da precipitazioni contenute e inverni miti. Sugli altopiani centro-orientali, il clima è subtropicale, le temperature variano a seconda dell’altitudine, in questa zona i periodi di siccità sono frequenti. La zona sud-occidentale degli altopiani è caratterizzata da forti precipitazioni, e la zona sud-orientale ha un clima variabile. Nella foresta amazzonica s’incontra un clima equatoriale umido. La zona centrale presenta un clima tropicale con un inverno secco e un’estate molto piovosa. Le regioni sotto il Tropico del Capricorno hanno un clima temperato.

Nelle zone di coltivazione del tabacco di Cruz das Almas e Feira de Santana, la temperatura media annuale si aggira tra la massima di 28-30°C e la minima di 22-24°C, la stagione secca è tra settembre e marzo, mentre, quella umida tra aprile-agosto. L’umidità relativa, in base alla stagione, si aggira tra il 75-95%. In base alla zona geografica, la coltivazione può iniziare a marzo-aprile nei Semilleros, per finire, dopo il trapianto, con la raccolta a luglio-agosto, cui segue la cura anche fino a novembre, mentre, le fermentazioni possono essere posticipate all’anno successivo. La produzione di tabacchi chiari (virginia, Burley, amarelinho) è concentrata nella zona a sudest (Rio Grande do Sul, Santa Caterina e Parana), mentre, quelli scuri per i sigari crescono nella zona a nordest, a Bahia, Alagoas e Sergipe.

Il primo viaggiatore a parlare dell’usanza del tabacco in Brasile fu il monaco Andre Thevet: egli vide degli indios fumare delle foglie e portò dei semi (di queste) in Francia, nel 1556, per coltivarli nel proprio giardino.

La varietà autoctona è l’arapica (un tipo di tabacco negro): è coltivata sun-grown e le foglie sono curate singolarmente. Le principali zone di coltivazione di tabaco negro sono nella zona di Reconcavo baiano (nello stato di Bahia), dove son interessati trentasei municipi, intorno alla cittadina di Cruz Almas. Il terroir può essere suddiviso in quattro zone, attraversate dal Rio Paraguaça, che assegnano origine e nome a quattro varietà di tabacco:

1)Mata Fina: è coltivato nelle zone di Cruz Almas e Conceiçao do Almeida, dove il terreno è sabbioso e ricco di ferro. Questa è la qualità più pregiata e scura, è conosciuta per la dolcezza e la raffinata aromaticità. Sempre in questa zona si trovano coltivazioni di tabaco sumatra (shade-Grown), per le foglie di capa chiare. In questa zona non tutto il tabacco è uguale: è più forte a Cruz de Alas, Sao Felipe e Cabaceiras, mentre, è molto più delicato e soave a Conceiçao do Almeida. Fazenda e Tabuleiro.

2)Mata Norte: proveniente dalla zona tra Feira de Santana e Alagoinhas, dove i terreni sono argillosi-arenosi, che aumentano la forza del tabacco.

3)Mata Sul: è un tabacco dal gusto molto soave e viene coltivato nella zona tra Santo Antonio de Jess e Amorosa.

4)Mata Sao Gonçalo: è un tabacco fino e soave, simile al mata fina, utilizzato per la fascia. Viene coltivato nella zona tra Feira de Santana e Cachoeira.

Il tabacco coltivato in Brasile sta diminuendo: l’arapica viene sempre più sostituito da altre culture (prodotti alimentari), che risultano più redditizie. La caduta della produzione di tabaco negro e dei charutos non fermano l’esportazione del tabacco greggio, di cui il Brasile ne è uno dei maggiori produttori mondiali.

La varietà climatica e geografica ha consentito al brasile di produrre sigari con solo tabacco autoctono, come i charutos (uno dei tre puros originari, con il filippino e il cubano), classificato come sottospecie Brasiliensis, diversa da quella cubana, che è havanensis. Il tabacco brasiliano viene utilizzato in molti sigari blended, nella tripa: assieme a tabacchi dominicani, per esaltare soavità e dolcezza , oppure, assieme a foglie honduregne e/o nicaraguensi per creare miscele equilibrate, ma con più corpo. Per le fogli di capa si preferisce la varietà mata fina (Sun Grown), per la tessitura compatta e liscia e il colorito maduro uniforme, che spesso vengono utilizzate al posto della connecticut-broadleaf (che ha un costo maggiore), si usa anche la fascia chiara proveniente dalle foglie di Sumatra (tutte le foglie per la fascia sono curate con il processo dark air-cured).

A Bahia, alcune aziende hanno cominciato a coltivare tabaco corojo, incrociandolo con il mata fine, per ottenere foglie dolci, con forte intensità organolettica (come il cubano) e buona combustibilità (tipica del tabacco baiano).

Il tabaco negro brasiliano di minore qualità è impiegato, in Europa e Nord America, per la composizione di sigari short-filler machuna-made, e per la produzione di chicos e cigarillos.

Fonti “Storia del sigaro” di  Luigi Ferri.

Lady M

 


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Si ricorda inoltre che secondo l’articolo 46 L.29/12/1990 il fumo nuoce gravemente alla salute.
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Informazioni su Federica D'Angelo

Mi chiamo Federica sono una studentessa di Ingegneria Meccanica ed una Pin up (Miss Pin up curvy 2016), in arte “Lady_M”. Vi chiederete il perché di questo nome: esso risale a circa un anno fa, quando fumai il mio primo cubano, un Montecristo no. 4, e nell’accenderlo, male, una ciocca di capelli prese fuoco e mi ritrovai con un’insolita frangetta! Le Pin up hanno un legame stretto con il mondo del fumo lento, infatti, la mia eroina “Dita Von Teese” suole rilassarsi, tra uno spettacolo e l’altro di Burlesque, con un buon avana.

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