I terroir: Cuba


I terroir: Cuba.

La Repubblica di Cuba è un arcipelago dei Caraibi, posto tra il mar dei Caraibi, il golfo del Messico e l’oceano Atlantico: verso nord si trovano gli Stati Uniti e Bahamas, a ovest il Messico, a sud le isole Cayman e la Giamaica, e a sud-est Haiti. Il nome Cuba potrebbe derivare dalla parola Taino cubanacán  ( luogo centrale), oppure, da cubao (dove si trova terreno fertile), o dalla contrazione di due parole Arawak, coa (luogo, terra, terreno) e bana (grande) . Il primo ad assegnare un nome all’isola fu Cristoforo Colombo, il quale credeva di essere giunto non in un nuovo continente, ma, attraverso l’Atlantico, in Asia, precisamente a Cibao, la favolosa terra dell’oro.

Il terroir è l’insieme dei fattori concernenti il terreno e climatici di un luogo, adatto (nel nostro caso) alla crescita della Nicotiana tabacum, per la composizione fisica e chimica, che creano determinate caratteristiche organolettiche.  La Grande Isla presenta una configurazione pianeggiante, con alcuni rilievi: Sierra de los Organos e del Rosario a ovest e Sierra Maestra a est. Il suolo ha origine vulcanica, le eruzioni (non recenti) hanno determinato la formazione sedimentaria di natura calcara, ricca di rocce cristalline metamorfosate (quarziti). La rete idro-geografica è ricca, soprattutto per le forti piogge estive. Il clima tropicale è diviso in due stagioni, secco nel periodo invernale (da novembre ad aprile) e umido da maggio a ottobre. Le temperature medie su scala annuale sono comprese tra 20°C e 30 °C e le precipitazioni abbondanti e di forte intensità nel periodo estivo, l’umidità relativa media oscilla tra 75-79%. Le principali aree di coltivazione sono cinque: Vuelta Abajo, Semi Vuelta, Partido, Remedios e Oriente.

1)Vuelta Abajo: è la zona dove si produce il miglior tabaco negro. Essa è situata nella provincia di Pinar del Rio e si suddivide in cinque sottozone: Costa Norte, Lomas, Llano, Remates de Guane e Costa Sur. Si trovano molti municipi, ma i migliori cru di tutta Cuba sono San Juan y Martinez e San Luis, con le celebri vegas finas de primaveras per la coltivazione al sole (Hoyo de Monterrey e La Majagua), la vegas di El Corojo e quella della famiglia Robaina. Questi due municipi hanno terreni argillosi-sabbiosi e ferruginosi, che permettono la coltivazione di tutte le tipologie di foglie: capa (coltivazioni tapado), capote e tripa (coltivazioni de sol ensartado).

2)Semi Vuelta: si trova nella parte centrale di Pinar del Rio. Le sue caratteristiche permettono la crescita di foglie più spesse e corpose di Vuelta Abajo, adatte a tripa e capote, coltivate col metodo de sol ensartado. Le foglie di ripieno sono classificate in due categorie: vegas finas de primera, le cui foglie hanno capacità d’invecchiamento di 4-5 anni e oltre, e le vegas finas de secunda, con foglie che invecchiano al massimo per tre anni. Questa zona si sviluppò dopo la rivolta dei vegueros 1717-1723 (periodo del Monopsonio di Filippo V).

Pinar del Rio ha la fama di capitale mondiale del tabacco, un primato che la vede imporsi sulle altre località del “tetrapolio” produttivo caraibico: Santiago de los Caballeros (Repubblica Dominicana), Estelì (Nicaragua), Danlì (Honduras).

3)Partido: si trova quasi interamente nella provincia di L’Avana, tranne che per una piccola appendice in Pinar del Rio. In questa zona la terra è rossa, con prevalenza di terreni argillosi e ferrosi, adatti alla coltivazione tapado di foglie adatte alla capa, dalla tessitura fine di ottima qualità, per gli habanos da esportazione.

4)Remedios: si trova verso il centro dell’isola. Il tabacco coltivato qui è di qualità inferiore ai precedenti, è destinato al ripieno per il consumo interno e all’esportazione en rama (greggio), tranne la zona d Vuelta Arriba, dove la qualità migliora. I terreni sono sabbiosi- argillosi e ferruginosi, donano alle foglie forza e corpo.

5)Oriente: è una zona di antichissima tradizione. Essa è famosa per il tabacco corposo e rustico, di qualità inferiore rispetto alle altre zone, ma non è utilizzato per la produzione di sigari habanos, ma per la produzione interna e l’esportazione in foglia.

Uno dei primi tabacchi che si riuscì a identificare fu il Criollo, nel 1940 dalla prima Estacion Experimental del Tabaco di San Juan y Martinez, esso era portatore delle autentiche caratteristiche organolettiche del tabaco negro cubano (adatto ai sigari). Nello stesso periodo, un coltivatore di Pinar del Rio, Daniel Rodriguez, insieme ad un botanico olandese, incrociò il criollo con una varietà sumatra per foglie da fascia, ottenendo una foglia di tapado adatta alla fascia, col nome di Corojo. Vi era una terza varietà il Pelo de Oro, probabilmente introdotta da Trust americano Cuban Land and leaf Tobacco Company, proveniente dal Messico. Nella metà degli anni ’70 e nei primi anni ’80 nacquero due tipologie di tabacco: habano ligero e cabaiguan-72. Nell’annata agricola 1979-1980 vi fu la comparsa della muffa blu, moho azul, che distrusse il 95% del seminato: dopo diversi incroci (habana-2000, habana-92, RxT), per migliorare l’esistenza del tabacco, nacquero il Criollo-98 e il Corojo-99. Sono state introdotte nuove tecniche di coltivazione nel 2012: la doble hiliera, per le piante (da fascia) sono posizionate in doppie file ravvicinate, e la labranza cero, ruotando le colture, invece, di rimuovere il terreno.

Tratto da “Storia del Sigaro” di Luigi Ferri

Lady M


Le immagini e i marchi sono dei legittimi proprietari. Non si intende sponsorizzare alcuna casa produttrice ed alcun marchio.
Si ricorda inoltre che secondo l’articolo 46 L.29/12/1990 il fumo nuoce gravemente alla salute.
Condividi...Share on Facebook29Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0

Informazioni su Federica D'Angelo

Mi chiamo Federica sono una studentessa di Ingegneria Meccanica ed una Pin up (Miss Pin up curvy 2016), in arte “Lady_M”. Vi chiederete il perché di questo nome: esso risale a circa un anno fa, quando fumai il mio primo cubano, un Montecristo no. 4, e nell’accenderlo, male, una ciocca di capelli prese fuoco e mi ritrovai con un’insolita frangetta! Le Pin up hanno un legame stretto con il mondo del fumo lento, infatti, la mia eroina “Dita Von Teese” suole rilassarsi, tra uno spettacolo e l’altro di Burlesque, con un buon avana.

Rispondi