WikiCigar – Come fumare


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E ora qualche consiglio su come affrontare il fumo, qualche curiosità e soprattutto tante informazioni sempre utili.  su come fumare il sigaro.

Il tabacco Il sigaro Sigaro cubano  Come Fumare
 La storia Composizione    La storia del cubano Accensione
 Coltivazione   Produzione L’anilla
 Tipi di foglia  Confezionamento Sigaro toscano  Tiraggio
 Trattamento ed essiccazione  Conservazione / Humidor  Tipi Toscano  Spegnimento
 Malattie Cenere
Degustazione

Buon lettura.

 

TAGLIO DEL SIGARO

Quando parliamo di taglio di un sigaro ci si riferisce nella maggior parte dei casi ai sigari caraibici e non ai nostri italici toscani, anche se per essi sono possibili diverse tipologie di tagli che vedremo più avanti.

La tipica scena da film in cui il sigaro viene tagliato con i denti è appunto da lasciare ai film, a meno che non vogliate fare gli “sboroni” e compromettere quasi sicuramente la fumata di un ottimo puros.

Per ora soffermiamoci sull’operazione di taglio dei sigari caraibici che prevedono quindi l’asportazione della testa del sigaro per creare una apertura dalla quale far passare il fumo da far arrivare alla bocca.

Questa azione, a volte troppo sottovalutata è invece di importanza notevole, soprattutto in termini “gustativi” e non “olfattivi”.

Ci sono vari accessori per eseguire il taglio, che si raccolgono in 3 categorie:

  • ghigliottina (cutter): ne esistono in metallo e in plastica, ovviamente quelle in metallo sono più precise e garantiscono una tenuta temporale migliore, sono a due lame (più precise) e a una lama. Sono lo strumento più diffuso. Il prezzo varia da pochi euro fino cifre importanti per ghigliottine molto precise e di design, che possono tagliare qualsiasi formato.
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  • forbici: Inizialmente forse più difficili da utilizzare, tagliano qualsiasi diametro e permettono una visione dell’operazione migliore. Esistono delle forbici a tripla lama, un mix tra forbici e ghigliottina, avendo un foro come queste ultime dove inserire il sigaro.
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  • forasigari (puncher) e V-Cutter: esegue un foro sulla testa del sigaro, quindi il fumo passa da una superficie minore e quindi più controllabile il tiraggio, non è utilizzabile con i sigari a testa conica. Attenzione al loro utilizzo, potrebbero danneggiare la capa se non utilizzati correttamente.
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wiki25Quindi a seconda dello strumento che si utilizza si possono ottenere due tipi di risultati: un foro più piccolo del diametro del sigaro, o un taglio che va ad essere eseguito sulla perilla, che copra una porzione di diametro maggiore, mai comunque il taglio deve essere eseguito andando a pareggiare il diametro del sigaro, un taglio del genere è errato e potrebbe compromettere la fumata in termini gustativi, infatti il minor diametro di taglio permette una concentrazione del fumo maggiore.

Per eseguire il taglio, conviene sempre umidificare leggermente la testa del sigaro, passandolo sulle labbra, questo affinchè quella parte possa riprendere elasticità e non rischiare che si possano formare delle crepe al momento del taglio, questo soprattutto per sigari di una certa stagionatura.

Per i sigari Parejos : con il forasigari si deve procedere appoggiando l’oggetto sulla testa, pressando lo stesso leggermente fino allo smusso, procedendo anche a ruotarlo mentre si pressa all’interno del sigaro. Una volta raggiunto il punto indicato basta estrarlo e espellere la parte di sigaro forato. Basta poi provare il tiraggio per verificare che sia tutto correttamente eseguito.

Con la ghigliottina/forbici, si deve procedere andando a eliminare qualche millimentro della testa, senza esagerare. In questo caso consigliata l’umidificazione con le labbra. Il consiglio è dove sono visibili i tre anelli sulla tesa del sigaro, procedere al taglio tra il secondo e il terzo anello.

Per i sigari Figurados, potremo utilizzare solo ghigliottina/forbici, e in questo caso non potendo procedere considerando gli anelli di chiusura della testa del sigaro, il consiglio è di iniziare con un taglio non troppo profondo per verificarne il tiraggio se di nostro gradimento, eventualmente tagliare ancora, ma se già fatto un taglio in profondità con un tiraggio troppo ampio potremmo perdere il gusto della fumata. Anche in questo caso consigliabile umidificare la testa.

Nel corso della fumata, se si fosse bagnato eccessivamente il sigaro con la saliva, si può procedere ad un nuovo taglio per eliminare la parte umida.

sheda_ammezzatoRitorniamo come promesso ai Toscani.

Il taglio nel toscano non è previsto per privare il sigaro della perilla, non essendoci, ma viene utilizzato solitamente per “ammezzare” il sigaro o per creare il “taglio aureo”.

La prima definizione indica semplicemente un taglio eseguito su un sigaro intero (fumata alla maremmana), dividendolo in due parti uguali, trasformandolo in un “toscanello” in termini di dimensioni, mentre il taglio “aureo” deriva dalla Sectio Aurea definita nel Rinascimento come il crisma della bellezza estetica, quindi della giusta proporzionalità tra le cose, riportata ai nostri sigari stabilisce un taglio di una determinata proporzione (aurea) tra le due parti, quella tagliata e quella da fumare. In media quindi un taglio a 96 mm….ma ad occhio credo che vada bene.

Strumenti quindi da utilizzare sono taglierine, ghigliottine e forbici, ovviamente molto affilate, qualcuno utilizza anche dei coltelli con lame da veri ninja.

 

 

 

ACCENSIONE DEL SIGARO

Anche l’accensione del sigaro è un atto che non va assolutamente sottovalutato, le pene possono essere continue correzioni del braciere e quindi una fumata non rilassata. Calma, ne troppa fretta ne eccessiva lentezza, come in tutte le cose del resto.

Possiamo quindi utilizzare per l’accensione del sigaro i due strumenti principali: accendino e fiammifero.

Partiamo dai primi, sconsigliatissimi gli accendini a benzina, i classici Zippo, che con il loro odore sprigionato andrebbero ad alterare gli aromi dello stesso sigaro e quindi della fumata. Quindi rigorosamente accendini a Gas (anche Zippo ha fatto una versione del suo classico Design ma a gas, per gli amanti del genere). 

Tra gli accendini a gas distinguiamo ancora gli accendini a fiamma “dolce”, cioè accendini che vanno a simulare la fiamma di un fiammifero (fiamma rossiccia), e accendini Jet-Flame (anti vento), di questi ultimi oramai si trovano accendini a singola, doppia, tripla fiamma antivento, caratterizzati da una colorazione della fiamma azzurra e con una fiamma sicuramente molto più intensa dei primi.

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Oltre agli accendini, come detto possiamo utilizzare i fiammiferi, ovviamente preferibili quelli più lunghi se necessitiamo di operare su un cepo importante. Ma anche con i fiammiferi c’è da fare attenzione, infatti si possono avvicinare al sigaro solo dopo essersi accertati che sia stata bruciata tutta la parte contenente zolfo, zona che serve in pratica ad accendere il fiammifero, infatti quella parte ha un odore forte, che potrebbe andare ad intaccare gli aromi della fumata.

Esiste anche un terzo modo per accendere il sigaro, che consiste nell’utilizzare i listelli di cedro, venduti ad hoc o presenti all’interno dei tubos dei sigari o ricavati dal foglio contenuto in molti box di sigari, di solito spezzettando quel foglio se ne ottengono un bel numero, questa metodologia, un pò come per i fiammiferi, utilizza però una fiamma mai regolare, che potrebbe spegnersi perchè di breve durata. Questa modalità è di sicuro effetto scenico, ma non porta nessun tipo di vantaggio pratico.

Quindi concludendo utilizzare accendini garantisce una fiamma costante, regolare e direzionabile, soprattutto con quelli Jet Flame, ma occhio alla distanza di accensione.

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Dopo aver analizzato gli strumenti atti a produrre la fiamma che serve per accendere il nostro sigaro andiamo a vedere come utilizzare questa fiamma sul sigaro per ottenere una accensione adeguata, che vada a formare un braciere omogeneo, affinchè il braciere stesso possa costituire il suo anello di fuoco costante per tutta la durata del sigaro, ovviamente a meno di difetti di costruzione del nostro manufatto o distrazione da parte del fumatore.

Sono due le operazioni che devono essere eseguite: tostatura e accensione.

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La prima fase è la tostatura, che avviene per induzione, in pratica la fiamma accesa viene avvicinata al piede del sigaro (non c’è un vero contatto tra fiamma e sigaro), il calore sviluppato inizierà a scaldare la parte che andremo ad accendere, la durata di questa fase dipende dal cepo che stiamo andando ad accendere. Man mano la fiamma verrà avvicinata al piede andando a formare il vero e proprio braciere, (Accensione) facciamo ruotare il sigaro tra le dita affinchè tutto il piede sia raggiunto dalla fiamma il più uniformemente possibile, una volta certi che la zona sia accesa correttamente è possibile cominciare a fare dei puff, lenti e gentili, per evitare un surriscaldamento improvviso del sigaro, che porterebbe sempre ad una fumata poco felice. La formazione del braciere puo’ essere continuata sempre con la fiamma accesa ed esegeuendo brevi puff. Di solito si puo’ verificare la corretta accensione del braciere soffiando sul piede del sigaro e verificando che tutta la zona sia rossa, dove ancora nero si puo’ procedere con un nuovo intervento con la fiamma.

Il tutto va fatto sempre con estrema calma e tranquillita’ senza surriscaldare il sigaro.

Tutte queste operazioni c’e’ chi preferisce farle con il sigaro in bocca in una unica azione continua.

Con un po’ di esperienza ognuno individuera’ il proprio stile, la propria metodologia per raggiungere il miglior risultato, alla fine si tratta di accendere del tabacco.

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L’ANILLA

wiki30L’anilla come sappiamo è la fascetta presente sui sigari, Il consiglio è di non toglierla, questo perchè anche se in minima parte la fascia è incollata con del collante, che può finire sulla foglia esterna del sigaro (capa), per cui andando a eliminare l’anilla potremmo asportare parte della foglia e danneggiarla, e quindi compromettere inevitabilmente la fumata. Per cui si rimuoverà in prossimità del braciere.

Per togliere l’anilla si può pressare in modo molto leggero l’anilla stessa, roteando il sigaro, così facendo nella maggior parte dei casi l’anilla si solleva dalla foglia e si inizia a muovere lungo lo stesso.

Ricordate che l’anilla non va sfilata, a meno che non ci sia grande gioco o se il sigaro è a punta, ma è meglio evitare, proprio perchè l’anilla potrebbe tagliare la Capa, andando a danneggiare il sigaro. Per cui va semplicemente aperta.

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CORRETTO TIRAGGIO

Non esiste una giusta cadenza tra una boccata e l’altra, dipende dai gusti del fumatore e dalle caratteristiche del sigaro, sigari umidi tirano meno di sigari più secchi. Fumare il sigaro non è fumare una sigaretta, boccate molto ravvicinate rischiano di surriscaldare il sigaro e renderlo amaro, dare senso di nausea a giramenti di testa. Un metodo per capire se il sigaro si stia surriscaldando consiste nel toccare con le dita la zona sotto il braciere, un dito sotto il braciere, e vedere se si riesce a mantenere, se la cosa non è fattibile significa che stiamo fumando troppo velocemente.

Una boccata al minuto pare sia il ritmo giusto, è comunque il fumatore a dover capire se è il caso di rallentare o meno.

Il sigaro si può spegnere e riaccendere se l’intervallo è compreso entro i 40 minuti, superato quel limite la riaccensione del sigaro avrà come conseguenza un sapore poco gradevole.

Si dovrebbero eseguire boccate forti e profonde, mantenere il fumo in bocca per qualche secondo per poi espirare, cercando di assaporare aromi e odori. Mantenere di più o di meno il fumo in bocca è quindi assolutamente soggettivo, e dipende da quale sia il modo migliore per ascoltare gli aromi. Quindi assolutamente lentezza e soprattutto ascoltare il fumo freddo, non troppo surriscaldato.

Il fumo del sigaro non va aspirato, parliamo di tabacco molto più forte di quello contenuto nelle sigarette, e inoltre il fumo del sigaro ha un Ph alcalino, mentre nei polmoni abbiamo un Ph acido, l’incontro provoca tosse e nausea.

Le Bibbie del settore vietano di intingere il sigaro in alcuna bevanda, questa azione altera completamente gli aromi, ma qui potremmo aprire un tema…

E’ possibile agire sul braciere qualora durante la fumata l’anello di fuoco risulti impreciso e frastagliato, con un consumo non omogeneo della Capa, cosa che può avvenire maggiormente in sigari la cui Capa è particolarmente intrisa di olii essenziali, spessa e scura. Per cui per pareggiare l’anello di fumo occorre avvicinare la fiamma alla porzione di Capa ancora presente. Non bisogna esagerare con le correzioni, ma è importante che la combustione avvenga in modo regolare, altrimenti si potrebbe non apprezzare correttamente il sigaro e le foglie bruciarsi in maniera non corretta.

Possono avvenire anche degli spegnimenti accidentali, che di solito sono a causa di assemblaggio non corretto: addebitabili alla fabbrica. In pratica la foglia di Volado non è perfettamente posizionata o è poco presente.

Ma anche eccessiva umidità del sigaro porterà ad un cattivo meccanismo di combustione  e quindi allo spegnimento e soprattutto la distrazione del fumatore può portare a una cattiva fumata, mai abbandonare il sigaro, pena lo spegnimento.

Se spento accidentalmente, eliminare la cenere nel modo migliore e procedere alla riaccensione immediata, scaldando prima la parte esterna e poi il cuore. Si può anche soffiare nel sigaro ancora spento, per gettar fuori eventuale fumo imprigionato (Tecnica di limpar) che potrebbe generare brutti sapori.

 

 

SPEGNIMENTO

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Anche per lo spegnimento non esiste una regola da applicare legata al dimensionamento del sigaro, la regola da adottare è solo quella del gusto, non appena la fumata farà percepire un senso di amaro sarà il momento di abbandonare il sigaro, proprio perchè quel gusto non abbandonerà più il sigaro in questione, ed è proprio per questo importantissimo non surriscaldare il sigaro.

La fumata quindi potrà andare avanti fino all’anilla e oltre finchè il fumatore continuerà ad avere piacere nelle boccate fatte.

Non schiacciare il sigaro per spegnerlo come una sigaretta, ma lasciarlo nel posacenere affinchè si spenga da solo.

 

 

LA CENERE

cenereNon è un aspetto assolutamente da sottovalutare, infatti la presenza della cenere può aiutare nel non far surriscaldare il sigaro e potrà aiutare nella combustione stessa, per cui non è necessario liberarsene immediatamente. Una cenere compatta indica solitamente un sigaro di alta qualità.

Si classificano 5 forme di cenere rispetto all’avanzamento del braciere.

  • CENERE PIATTA: di solito si verifica in sigari fatti con ritagli di foglie di tabacco e non con foglie intere, non è il miglior tipo di combustione.
  • CENERE CONICA: se la combustione è regolare, e il fumo arriva bene alla bocca, questo tipo di forma si vede dopo la caduta della cenere, ad indicare una combustione ideale.
  • CENERE A CRATERE CONICO: avviene quando ci possono essere delle inversioni tra Seco e Volado, ma non indica un difetto, può comunque indicare una corretta bruciatura.
  • CENERE IRREGOLARE LATERALE:  il sigaro sta bruciando più velocemente da una parte, questo a indicare che il Torcedor non ha sistemato il Ligero perfettamente al centro, e tali foglie bruciano più lentamente.
  • CENERE A CUCCHIAIO: si forma una cavità a centro del braciere, a indicare che sono state posizionate delle foglie di Volado al centro, per cui l’anello di fuoco brucia più lentamente.

 

 

DEGUSTAZIONE

Esistono due scuole di pensiero nella degustazione, quella cubana, per la quale il sigaro sa semplicemente di tabacco e quella europea-americana, che invece applica ai sapori riscontrati le stesse analogie che si trovano nella degustazione dei cibi e dei vini. La seconda scuola fornisce descrizioni del sigaro particolarmente approfondite, che mirano a descrivere nei dettagli tutti i sapori percepiti: a tal proposito sono state create schede di degustazione, che forniscono al fumatore uno spunto per una fumata più consapevole.

Esistono anche corsi specifici per diventare “catador“, cioè degustatore di sigaro. Durante la degustazione di un sigaro, ben stagionato, bisogna utilizzare termini descrittori che riescano ad individuare le percezioni assaporate, che sono frutto del bagaglio subliminale soggiacente e delle sensazioni pianificate al momento.

Su questa scia possiamo suddividere la degustazione in fasi:

  • PARTE VISIVA:analisi della capa, colore e tipologia
  • PARTE TATTILE: si può verificare riempimento e presenza della Tripa
  • TIRAGGIO:verifica del tiraggio, ottimale, serrato, aperto.
  • AROMI A FREDDO:con delle boccate al sigaro ancora spento si cercano di percepire gli aromi emessi.
  • AROMI IN FUMATA: una volta acceso si cerca di percepire gli aromi generati, a secondo di dove ci si trovi con la fumata, che viene generalmente divisa in tre parti (denominati terci).
  • ANALISI DEL FUMO E DELLA CENERE:si analizza quanto e che fumo viene generato in fumata e il tipo di cenere creatasi, che dice molto sul tabacco utilizzato, dalla compattezza al colore della stessa. Come già detto più compatta è, più la cenere indica un sigaro di qualità, il colore invece da informazioni sul terreno dove è stato coltivalto il tabacco, più vecchio è il sigaro più la cenere tende al bianco.
  • AROMI POST FUMATA: gli aromi generati a termine fumata
  • MECCANICA DI FUMATA: verifica di eventuali correzioni date al braciere.
  • VALUTAZIONE:da tutte le voci esaminate si giudica il sigaro in modo definitivo, attraverso dei range numerici.

Noi di CigarsManiac.com, nelle nostre valutazioni utilizzeremo una scala in centesimi, quella più diffusa in assoluto, ed inseriremo le valutazioni anche in considerazione del rapporto qualità/prezzo andando a inserire i sigari anche in categorie specifiche di prezzi secondo l’elenco in basso.

Sigari al meno di 3 euro
Sigari da 3 a 6 euro
Sigari da 6 a 10 euro
Sigari da 10 a 15 euro
Sigari da 15 a 25 euro
Sigari oltre i 25 euro

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