WikiCigar – Cubano/Toscano


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Le due grandi famiglie di sigari…Il sigaro cubano, il puro, e il nostro italianissimo toscano.

Il tabacco Il sigaro Sigaro cubano  Come fumare
 La storia   Composizione  La storia del cubano  Accensione
 Coltivazione  Produzione  L’anilla
 Tipi di foglia Confezionamento Sigaro toscano   Tiraggio
 Trattamento ed essiccazione Conservazione / Humidor   Tipi Toscano   Spegnimento
 Malattie  Cenere
 Degustazione

Buon lettura.

SIGARO CUBANO

DCF 1.0I sigari cubani sono sigari prodotti in tutte le loro componenti (tabacco e la sua lavorazione) nell’isola caraibica di Cuba.

Il sigaro cubano è detto puro. Tutti i sigari cubani attualmente sono puros, termine che indica che tutte le sue componenti sono di medesima provenienza: allo stesso modo esistono puros dominicani, nicaraguensi, eccetera. 

È bene inizialmente premettere che gli avana apprezzati nel mondo sono tutti long filler, ovvero realizzati impiegando foglie di tabacco intere, e non trinciati o similmente prodotti. Il sigaro viene, come già detto, assemblato unendo diverse qualità di foglie nei tre principali costituenti: fascia (capa), sottofascia (capote) e ripieno (tripa).

La capa è la parte superficiale del sigaro, composta da foglie molto spesse raccolte da una varietà particolare di tabacco, detta corojo. Le foglie ricavate per la fascia, scelte per la bellezza e la lucidità, non hanno invece grande importanza nel ‘sapore’ del sigaro (intorno al 10%).

Il capote è la cosiddetta sottofascia del sigaro, composta da foglie di seconda scelta (dal punto di vista estetico) della varietà corojo, la stessa della fascia.

La tripa è il ripieno del sigaro. Le foglie utilizzate sono molto più sottili di quelle usate per la capa. Inoltre vengono raccolte da una varietà di tabacco diversa, detta criollo.

Come detto, gli avana sono detti anche puros perché tutte le foglie suindicate provengono dallo stesso paese, Cuba. Diversamente da come si potrebbe pensare questa è un’eccezione nel mondo dei sigari, visto che per ragioni di economia i paesi produttori di tabacco si sono specializzati in una singola tipologia di foglia. Per esempio, il sigaro toscano, salvo eccezioni, è composto da foglie di provenienza americana (varietà Kentucky) per quanto riguarda le foglie per la capa, mentre le foglie della tripa sono solitamente italiane (nel sigaro toscano il capote non esiste).

Il mix di queste tre tipologie di foglie del ripieno, detto ligada, conferisce a ciascun sigaro caratteristiche organolettiche tipiche e note a tutti gli amatori. 

La vitola, invece, è un termine tecnico che si riferisce ai sigari, in particolare ai cubani e a tutti i sigari caraibici. Vitola è il nome dato alle dimensioni di lunghezza e di diametro di un qualsiasi sigaro. Si parla tuttavia di vitola de galera quando ci si voglia riferire a un qualsiasi sigaro che abbia una determinata lunghezza e un preciso diametro, a prescindere quindi dalla fabbrica o dalla marca commerciale. La vitola de fábrica (o salida) è invece lo specifico e caratteristico nome che una vitola de galera riceverà nella fabbrica per poter essere individuato e commercializzato senza confusioni.Tutto ciò viene chiamato “tipicità” della marca.

La distinzione fondamentale che si fa tra i sigari cubani e tutti i caraibici in generale è quella tra i parejos ed i figurados.

PAREJOS

wiki21Con questo termine si indicano tutti i sigari aventi i due lati lunghi perfettamente simmetrici così come la testa (la parte da cui si tira ) ed il piede (la parte che viene accesa), salvo una leggera rastrematura della prima per permettere la chiusura. Distinguiamo diversi tipi di parejos, in ordine di grueso, ovvero di spessore del diametro. I principali sono, in ordine di grandezza:

  • Gran Corona, che misura 235mm per un diametro di 18,65mm (cepo 47);
  • Prominente, che misura 194mm per un diametro di 19,45mm (cepo 49);
  • Julieta, o Churchill, che misura 178mm per un diametro di 18,65mm (cepo 47);
  • Dalia, che misura 170mm per un diametro di 17,07mm (cepo 43);
  • Corona Gorda che misura 143mm per un diametro 18,26mm (cepo 46);
  • Robusto, che misura 124mm per un diametro di 19,84mm (cepo 50);
  • Mareva, che misura 129mm per un diametro di 16,67mm (cepo 42);
  • Minuto, che misura 110mm per un diametro di 16,67mm (cepo 42);

FIGURADOS

wiki20Sono i sigari in cui la simmetria non è rispettata ed in cui la testa e/o il piede sono rastremati. I parejos sono decisamente più prodotti e più venduti dei figurados. Tra questi ultimi ricordiamo però due sottogruppi principali. Il primo è composto dai sigari con solo la testa rastremata ed è composto da due vitolas:

  • Piramide, con la testa rastremata, che misura 156mm per un diametro di 20,64mm (cepo 52);
  • Campana, identica alla piramide solo più corta, che misura 140mm per un diametro di 20,64mm (cepo 52);

Il secondo composto da quelli rastremati ad entrambe le estremità (anche detti perfectos o double figurados) e contiene diverse vitolas tra le quali ricordiamo i due formati probabilmente più famosi:

  • Diadema, il sigaro cubano più grande di tutti, che misura 233mm per un diametro di 21,52mm (cepo 55);
  • Petit Bouquet, al contrario il perfecto più piccolo, che misura 101mm per un diametro di 17,07mm (cepo 43);

VitoleDef

 

 

 

 

STORIA

wiki23Cuba non è ovviamente l’unico produttore di sigari nel mondo, anche se ritenuta quasi all’unanimità il produttore dei migliori sigari del mondo per qualità. Le prime piantagioni cubane furono organizzate nella regione presso la cittadina di Santa Clara, nell’area chiamata Vuelta Arriba e, successivamente, in quella presso Pinar del Rio, chiamata Vuelta Abajo. Oggi tutto il tabacco di migliore qualità e diretto alla produzione dei sigari premium, ovverosia realizzati totalmente a mano e con foglie intere, proviene da questa zona. Si tratta di un’area relativamente piccola (di circa 32.000 ettari), situata all’estremo ovest dell’isola (provincia di Pinar del Rio), che, grazie le sue particolarità meteorologiche nonché per il suo unico terroir, permette la produzione del miglior tabacco del mondo.

Comunque c’è da rilevare che negli ultimi anni è nettamente cresciuta la concorrenza qualitativa e quantitativa di altre regioni del mondo, in grado di produrre sigari abbastanza apprezzati, meno costosi (salve eccezioni) e di fattura anche superiore: prime fra tutte laRepubblica Dominicana e il Nicaragua, ma anche l’Honduras. Un gradino nettamente sotto l’Ecuador, il Brasile, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, il Messico, l’Indonesia (Sumatra e Giava), gli Stati Uniti (Florida e Connecticut) e l’Italia col suo sigaro toscano.

Le prime marche produttrici apparvero a Cuba intorno ai primi decenni del 1800. Il loro successo fu alterno (tanto che a tutt’oggi non tutte le marche sono ancora in attività), anche a causa delle diverse sorti del prodotto nel paese che è sempre stato, fino alla rivoluzione cubana e all’embargo, il primo consumatore di avana: gli USA. Fu proprio l’azione statunitense – che si avvaleva dei forti dazi imposti da Washington D.C. – a creare la prima grave crisi all’industria tabacchiera cubana e portando al fallimento di numerose imprese, all’emigrazione di vari imprenditori verso la Florida per sfuggire ai dazi-capestro e altri paesi dell’area caraibica e centro-americana e all’acquisizione sottocosto di imprese cubane dismesse da parte statunitense.

Questo portò a un fenomeno di concentrazione delle marche all’interno di alcune società che accadde agli inizi del Novecento, fino appunto alla rivoluzione di Fidel Castro ed all’acquisizione, da parte dello stato, delle principali aziende cubane comprese ovviamente quelle produttrici di puros.

Come detto, con l’avvento del regime castrista vennero nazionalizzate le imprese di tabacco e gli Stati Uniti decretarono l’embargo sui beni prodotti a Cuba.

wiki22Delle 39 fabbriche di sigari ne sopravvissero assai poche e il governo castrista – malgrado l’opposizione di Ernesto Che Guevara – decise che a Cuba si dovessero confezionare solo 4 moduli di sigari (chiamati “Siboney“, dal nome di una antica tribù cubana) dall’industria tabacchiera di stato Cubatabacco, a fronte degli oltre 950 di prima della rivoluzione.

Pochi anni dopo, di fronte al deludente risultato economico provocato (l’industria tabacchiera era la seconda fonte di introiti per Cuba, dopo lo zucchero da canna) Fidel tornò in parte sui suoi passi, affidando al grande esperto ucraino-svizzero Zino Davidoff l’incarico di rivitalizzare un’industria ormai chiaramente allo sbando.

Questi recuperò quindi numerosi marchi storici, assicurandosi che il tabacco e la sua lavorazione riconquistassero quell’incontestabile primato qualitativo degli anni precedenti la rivoluzione di Castro.

Dopo il forzato ritiro di Davidoff, agente unico autorizzato alla vendita ufficiale dei Habanos (totalmente fatti a Cuba, a mano o a macchina) è la società spagnola Habanos cui si riferiscono le varie sedi note come La Casa del Habano, ma è fiorente il mercato parallelo semi-clandestino, foraggiato dagli stessi artigiani (torcedores).

Si discute fra gli esperti e gli appassionati se i sigari cubani attuali siano allo stesso livello di incontrastata eccellenza del periodo pre-castrista o se per altre ragioni (nazionalizzazione e/o problemi di coltivazione a causa delle infestazioni di parassiti) non siano peggiorate. Certamente come detto all’inizio c’è stato un peggioramento verso la fine degli anni ’90, dettato dalla decisione di aumentare in modo brusco la produzione: in questa fase si è utilizzato del tabacco di qualità inferiore e una manodopera non preparata. A fronte di questi problemi e del rischio di rovinare una delle più fiorenti industrie, sono state ridimensionate le quantità prodotte e aumentato il controllo qualitativo. Tuttavia oggi la fase è stata certamente superata ed il mercato degli avana va a gonfie vele in tutto il mondo, e non ci resta che attendere gli esiti della fine dell’embargo statunitense. Da segnalare il successo che hanno avuto le edizioni limitate, ovvero tre sigari particolari prodotti da Habanos ogni anno, nonché la loro notevole qualità.

In Italia il mercato è cresciuto moltissimo da quando è nata Diadema, la società che distribuisce gli avana. Prima infatti erano commercializzati pochissimi sigari che venivano spesso anche conservati malissimo. Dall’inizio del millennio Diadema ha ampliato la gamma di sigari sul mercato ad oltre un centinaio, operando una diffusione notevole su tutto il territorio e introducendo l’obbligo per le tabaccherie interessate di mantenere i sigari in humidor appositi.

 

 

 

 

 

 


 

SIGARO TOSCANO

Il sigaro toscano è un caratteristico sigaro prodotto in Italia dalla Manifatture Sigaro Toscano con tabacco non conciato di tipo Kentucky, ma naturalmente fermentato. Viene prodotto in stabilimenti collocati pressoLucca, in Toscana, e Cava de’ Tirreni in Campania e può essere realizzato a mano o a macchina il che ne determina differenze qualitative e di prezzo.

STORIA E MORFOLOGIA

wiki24Nel 1818 Ferdinando III, granduca di Toscana, fondò a Firenze una manifattura tabacchi in cui venivano prodotti sigari fermentati, il cui tabacco, dopo essere stato accidentalmente bagnato da un acquazzone, fu messo ad asciugare e, perché non si perdesse, usato per sigari di basso costo, che incontrarono ben presto il favore dei fumatori, varcando le frontiere del Granducato, tanto che, intorno alla metà dell’Ottocento a Napoli se ne produceva uno simile che era chiamato “Fermentato Forte“, o “Napoletano“, come venne denominato in seguito.

Il sigaro Toscano ha una caratteristica forma biconica con estremità tronche che hanno un diametro inferiore rispetto alla parte centrale (pancia). Il diametro del sigaro varia leggermente, a seconda del tipo di Toscano, da un minimo di 13 mm fino a 16.5 mm. Da un po’ di tempo, però, lo spessore di qualche tipo di sigaro è stato ridotto di qualche millimetro, per cui la sua durata è diminuita. Anche la lunghezze dei vari tipi sono relativamente simili, infatti si va da un minimo di 155 mm ad un massimo di 163 mm. L’unica eccezione importante è rappresentata da “Il Moro” che ha dimensioni imponenti: diametro della pancia di 20 mm e lunghezza di circa 230 mm.

Tipicamente il sigaro Toscano ha superfici irregolari, talora bitorzolute, e si riconoscono con evidenza le nervature delle foglie della fascia. Tali irregolarità sono maggiormente evidenti nei sigari fatti a mano e, lungi dall’essere un difetto, costituiscono invece uno dei tratti caratteristici del sigaro Toscano; sono dovute essenzialmente a due fattori: l’assenza di una sotto-fascia e la lavorazione che non prevede la messa in forma nei torchietti di legno, come invece avviene per i sigari di tipo Avana.

 

 

COSTITUENTI, STRUTTURA E PRODUZIONE

Il sigaro Toscano è costituito da una fascia esterna e dal battuto interno detto anche ripieno. La varietà di tabacco usata per il ripieno è quasi sempre il Kentucky di produzione nazionale, proveniente da coltivazioni da varie regioni dell’Italia (in ordine di quantità prodotta: Toscana, Campania, Lazio, Umbria, Veneto). Solo nel caso della foglia di fascia, si ricorre spesso a foglie di Kentucky di produzione nordamericana in quanto di maggiori estensione e larghezza. Per caratteristiche organolettiche specifiche, vengono utilizzate foglie di Kentucky dell’Italia meridionale per ottenere sigari dal sapore più dolce (tipo i Garibaldi, Ammezzato Garibaldi e Soldati prodotti con tabacco esclusivamente del beneventano).

Dopo la raccolta le foglie seguono un periodo di stagionatura e cura detta “a fuoco diretto” (Fire Cured) che dura in totale da 15 a 20 giorni e che dà il nome anche alla varietà commerciale a cui appartiene il tabacco Kentucky. Durante questa fase le foglie vengono poste ordinatamente per le filze in appositi locali dotati di sistemi di “stendaggio”, e di prese d’aria per la regolazione dell’umidità. La regolazione della temperatura e dell’affumicatura del tabacco avviene attraverso l’aumento o la diminuzione del fuoco di legni non resinosi (di solito quercia o rovere) posto senza camino nel locale di cura.

Questo complesso procedimento rende possibile la completa stagionatura del tabacco kentucky che passa, nell’arco dell’intero processo e grazie a sapienti e continue variazioni di temperatura ed umidità nel locale di cura, attraverso quattro fasi: la fase dell’ingiallimento (per degradazione della clorofilla fogliare), dell’ammarronamento (per ossidazione dei componenti vegetali della foglia), dell’essiccazione della lamina fogliare e dell’essiccazione della costola. Successivamente le foglie vengono raccolte in mannocchi e generalmente allestiti in ballotti. Nella successiva fase di prima trasformazione o pre-manifatturiera vengono selezionate le foglie di fascia e le foglie per il battuto che costituirà il ripieno del sigaro.

La produzione dei sigari quindi prosegue su due linee, quella della produzione a mano, per sigari di elevato pregio e tiratura limitata, e quella della produzione a macchina e semiautomatica per sigari di grande tiratura e di pregio leggermente inferiore, anche perché, attualmente, l’approntamento della fascia in bobine per le macchine confezionatrici è fatta nella regione dello Sri-Lanka, seguito da un obbligato trattamento di crioconservazione e una conseguente perdita di essudati durante lo scongelamento.

Di particolare rilievo è la linea di produzione a mano nella quale le sigaraie producono i sigari in quantità pari a 520 pezzi al giorno e per la cui produzione è previsto un lungo apprendistato. Una volta che il sigaro è completato passa all’asciugatura al termine della quale sono previste la fase di selezionamento e scarto dei pezzi difettosi e l’imbustamento. A questo punto i sigari vengono posti in stagionatura, in locali adeguatamente umidificati e ventilati e il periodo di stagionatura varia a seconda del tipo di sigaro. Nella fase finale avviene il confezionamento e la distribuzione.

Il sigaro Toscano si contraddistingue per un carattere deciso e forte. Gli aromi e i profumi liberati durante l’atto di fumare, sono pieni, corposi, sapidi e tipici di questo sigaro. La varietà commercializzate possono essere contraddistinte da forza, dolcezza e sapidità e nell’ambito delle varietà disponibili, spicca l’Antico Toscano forte e deciso, mentre i Toscani di produzione a mano si contraddistinguono per pacatezza, purezza e persistenza del gusto. I Toscani Garibaldi, essendo prodotti con foglie ad alto tasso zuccherino, producono aromi e sapori dolci, gentili e vigorosi, adeguati ai fumatori occasionali.

Per quanto riguarda il colore dei vari tipi di Toscano, si va da un bruno chiaro dei sigari Garibaldi ed Extravecchi, al bruno rossiccio dei sigari Selected e Toscano, al bruno scuro delle varianti Antico Toscano, Toscano Originale e Antica Riserva. Idealmente, il Toscano dovrebbe avere una umidità relativa (intorno al sigaro) compresa fra il 65% e il 70%.

 

 

TIPI E VARIETA’

Le Manifatture Sigaro Toscano commercializzano diverse varietà di sigari Toscano, che sono:

  • Toscano Originale
  • Toscano Originale 150
  • Toscano Originale Selected
  • Toscano Originale Millennium
  • Toscano Originale Intenso
  • Toscano Originale Vigoroso
  • Toscano Originale Assoluto
  • Toscano Antica Riserva
  • Toscano Antica Tradizione
  • Antico Toscano
  • Toscano Garibaldi
  • Toscano Modigliani
  • Toscano Mascagni
  • Il Moro
  • Toscano Extra Vecchio
  • Toscano Classico
  • Toscano Mario Soldati
  • Toscano 1492 Anno Domini
  • Toscano Antica Tradizione
  • Toscano Pastrengo
  • Toscanello
  • Toscanello Scelto
  • Toscanello Speciale
  • Ammezzato Garibaldi
  • Toscanello Aroma Caffè
  • Toscanello Aroma Mokha
  • Toscanello Aroma Anice
  • Toscanello Aroma Grappa
  • Toscanello Aroma Fondente
  • Toscanello Aroma Vaniglia
  • Toscano del Presidente

La varietà Il Moro (prodotta a mano ed in quantità limitata) è l’unica che prevede un solo sigaro all’interno di una confezione di legno ed ha un elevato prezzo.

Le varietà Ammezzato Garibaldi e Toscanello si caratterizzano per essere costituite da mezzi toscani anche in soddisfacimento della diffusissima usanza di fumare i toscani tagliati a metà. Le varietà Garibaldi, Ammezzato Garibaldi, Toscanello e Toscanello Speciale e i toscanelli “Aroma” non prevedono l’imbustamento di ogni pezzo che invece caratterizza tutte le altre varietà. Il Toscano Originale ed il Toscano Originale Selected sono i due tipi lavorati a mano oltre al Moro, al Millennium e al Toscano del Presidente che sono però sigari a tiratura limitata.

Tra la varietà di sigari toscani troviamo i “sigari d’autore“, legati a 3 personalità celebre Italiane, quali: Toscano Garibaldi (confezione verde), Toscano Modigliani (confezione bianca) e Toscano Soldati (confezione rossa); affiancate, le confezioni formano la bandiera della repubblica italiana; tali sigari hanno stagionatura di 6 mesi e sono composti da tabacco kentucky.

Siamo riusciti, con l’aiuto della rete, a tradurre anche i codici dei sigari Toscani, per risalire ad anno di produzione e manifattura.

Per la precisione questo codice è presente sulle scatole, ed è formato da cifre e una lettera.

Le cifre indicano in ordine:

 

Cosa descrive il numero da quante cifre è composto
Settimana dell’Anno 2
Giorno della settimana 1
Anno 1
Turno di lavoro 1
Bagno 3
Sigla Stabilimento 1

Quindi ad esempio: 01551226L

  • 01 – settimana dell’anno che va dal 5 all’11 gennaio.
  • 5 – Venerdi
  • 5 – Anno 2015
  • 1 – Turno di lavoro (dati utili alla fabbrica)
  • 226 – Bagno (dati utili alla fabbrica)
  • L – Manifattura di Lucca

Dettagli sui Toscani di MST soro riassunti in questa Infografica.

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