WikiCigar – Il Sigaro


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Affrontiamo ora la conoscenza del sigaro. Come è fatto, come viene prodotto, confezionato e come deve essere conservato.

Il tabacco Il sigaro Sigaro cubano  Come Fumare
 La storia  Composizione La storia del cubano  Accensione
 Coltivazione   Produzione L’anilla
 Tipi di foglia  Confezionamento Sigaro toscano   Tiraggio
 Trattamento ed essiccazione  Conservazione / Humidor Tipi Toscano  Spegnimento
 Malattie  Cenere
 Degustazione

Buon lettura.

IL SIGARO

wiki10Il sigaro è un cilindro di foglie di tabacco seccate, fermentate e arrotolate, che può essere fumato.

La storia del sigaro si confonde con quella del tabacco. Sembra che la prima raffigurazione di un uomo che fuma, appaia in un rilievo del tempio Maya di Palenque, nel Messico. Dovrebbe risalire all’epoca più gloriosa della civiltà Maya, fra il Trecento e il Novecento dopo Cristo. L’uomo, si pensa un sacerdote, aspira fumo da un lungo tubo. Forse una pipa, forse un rotolo di foglie di tabacco, un sigaro. Una leggenda racconta che le stelle cadenti sono le ceneri incandescenti che cadono dagli enormi sigari fumati dagli Dei dei quattro venti. Un’altra leggenda dice che le nuvole sono il fumo dei sigari del Dio della pioggia…

È assai probabile che le prime piante di tabacco siano state scoperte dai primi europei nell’isola di Santo Domingo, ma la pianta era presente un po’ in tutto l’arcipelago caraibico.

Poco certezze anche intorno all’origine del nome. Quello attuale deriva da cigarro, che a sua volta deriva, secondo alcuni, da sicar, parola che descrive l’involucro usato dai Maya per avvolgere le foglie di tabacco. Secondo altre fonti deriva da sigarar, che in spagnolo significa arrotolare. Altri ancora lo fanno derivare da cigarra, parola spagnola che significa cicala: la forma del sigaro ricorda quella della cicala. Un’altra ipotesi fa derivare il nome dal verbo zikar, che in lingua Maya indicherebbe l’attività del fumare. Per i cubani il sigaro ha un solo nome: puro.

wiki11In principio fumavano soltanto ricchi e aristocratici. Posizione sociale e potere si misurano con la lunghezza del sigaro. Fumano anche i marinai e molti di coloro che avevano contatti con il nuovo mondo. Per gli altri non esisteva, forse perché troppo caro, forse perché troppo strano.

Il tabacco usato per i sigari viene coltivato in quantità significative in nazioni come il Brasile, il Camerun, Cuba, la Repubblica Domenicana, Honduras, Indonesia, Messico, Nicaragua e negli Stati Uniti.

I sigari fatti a Cuba sono stati a lungo considerati senza pari, grazie al microclima unico della zona di Vuelta Abajo nella provincia di Pinar del Río nell’ovest dell’isola, dove viene coltivato un tabacco di altissima qualità importato nell’isola (che originariamente aveva una varietà assai forte e acre), e lavorato grazie all’abilità e esperienza dei fabbricanti di sigari.

Dopo la rivoluzione del 1959, le manifatture di sigari furono nazionalizzate e questo provocò la massiccia emigrazione di quasi tutti i manager più esperti e di buona parte delle abili maestranze alla volta della vicina isola di Santo Domingo, oltre che in Nicaragua e in Honduras, paesi che, fino ad allora, erano stati del tutto marginali nella fabbricazione e nella commercializzazione dei sigari.

Il governo cubano recuperò in parte tale situazione di gravissima crisi e oggi Cuba è nuovamente considerata da molti un luogo di eccellenza per i vari vitolas prodotti, pur subendo ancora la forte concorrenza quantitativa e qualitativa di Santo Domingo e, in parte, dell’Honduras e del Nicaragua. In Europa sono considerate di buon livello le manifatture dei Paesi Bassi e della Germania, ma anche l’Italia, con i suoi vari tipi di sigari toscani.

 

 

COMPOSIZIONE DEL SIGARO

wiki12Un sigaro si compone di foglie di tabacco, cui sono state eliminate le nervature, arrotolate a mano o a macchina. Si distinguono tre elementi: tripa, capote e capa. La tripa (FILLER), o ripieno, può essere composta da foglie intere (nei sigari di maggior pregio) o da trinciato di tabacco; ciò è rivestito da un’ulteriore foglia di tabacco capote (BINDER), la cui funzione è quella di dare una prima forma al sigaro. Tripa e capote sono a loro volta racchiuse ancora da un’altra foglia appositamente tesa, lavorata e sigillata al corpo del sigaro con una goccia di resina vegetale del tutto inodore e insapore che è chiamata capa (WRAPPER). La capa deve essere rimossa o bucata in corrispondenza della “testa” (cioè la parte chiusa del sigaro) usando strumenti come il cutter, una piccola ghigliottina, o il puncher, che crea un foro per poter aspirare il fumo una volta acceso il sigaro.

Contrariamente a quanto si crede il colore della capa non è legato alla forza del sigaro: è semplicemente una convenzione usata in passato, quando a sigari di colore chiaro si abbinava una “tripa” più leggera e a sigari scuri una più forte. La forza del sigaro infatti è dovuta alla mescola (detta “ligada“) del tabacco proveniente da tre diverse parti della pianta: il ligero, il seco e il volado. Il ligero, cioè le foglie della parte alta della pianta, danno forza alla ligada; il seco, foglie della parte intermedia, danno forza e gusto; infine il volado, le foglie basse, sono usate per aumentare la combustibilità del tabacco, essendo di per sé poco aromatiche.

Per cui non è assolutamente vero che più grande è il sigaro più forte sarà la fumata, la cosa dipende solo dalla quantità di Ligero presente. Inoltre sigari lunghi e forti non darebbero sensazioni troppo piacevoli dall’inizio, essendo fumate lunghe.

 

 

LA PRODUZIONE

wiki13Essiccazione e stagionatura del tabacco sono fondamentali per la riuscita del prodotto, sia per il metodo utilizzato (che tendenzialmente è unico) che per il tempo di invecchiamento che è invece molto variabile: si va da un minimo di 6 mesi ad un massimo superiore ai due anni, specialmente per la marche cubane di maggior prestigio come Cohiba.

Terminata la stagionatura, le foglie vengono portate nelle fabbriche di produzione, a Cuba denominate galeras, in cui vengono creati da artigiani esperti denominati torcedores. La tecnica e l’abilità di “arrotolamento” sono anch’esse fondamentali per la riuscita del prodotto sotto due profili; il primo è il mantenimento della tipicità della marca e del tipo particolare di vitola, in quanto il torcedor deve aver cura di mantenere la ligada creata dalla marca per quel tipo di sigaro (ovvero la proporzione tra i vari tipi di foglie che caratterizza il sapore ed il gusto dello stesso); il secondo è la tecnica di costruzione del sigaro, che deve essere correttamente riempito al fine di evitare che, se troppo “vuoto”, possa avere una resa qualitativa minore o che, se peggio è troppo pieno, il tiraggio possa essere difficoltoso e la fumata decisamente compromessa.

Una volta creati i sigari questi passano davanti a operai esperti nella selezione del colore degli stessi; a seconda del tipo e della qualità di foglia o soprattutto del periodo di stagionatura, le fasce possono essere di colori molto diversi: dal claro (ovvero un marrone molto sbiadito) fino al negro (ovvero un marrone molto scuro e prossimo al nero). Gli addetti a questo compito si preoccupano di mettere assieme i sigari di colori simili, affinché in una scatola gli stessi non siano troppo diversi ed esteticamente poco appetibili.

Dopo la selezione del colore, come ultima fase, la grandissima maggioranza dei sigari vengono anillati, ovvero viene aggiunta (tendenzialmente poco dopo la testa del sigaro, che è la parte da cui si tira) l’anilla, che è una fascetta rappresentante il marchio della casa di produzione. Di questo compito sono incaricati degli operai molto veloci e abili, in grado di apporre l’anilla in pochissimi secondi. Diversamente da quello che si potrebbe pensare, questa è una fase molto delicata perché la fascetta deve essere chiusa con una quantità minima di colla (al fine di restare attaccata al sigaro) stando bene attenti che il collante non entri in contatto con la fascia; diversamente, al momento di rimuoverla, il fumatore si troverebbe in mano un pezzo di foglia e questo potrebbe causare il progressivo srotolamento del sigaro stesso. Va detto infatti che nessun sigaro, specialmente nessuno di quelli di altà qualità, è assemblato utilizzando collanti o elementi chimici simili. L’anilla compare per la prima volta nel XIX secolo in seguito a lamentele di fumatori aristicratici che vedevano i loro guanti macchiati durante il fumo, inizialmente erano solo delle fascette bianche, divennero poi vere e proprie opere d’arte che contengono informazioni legate al brand, alla produzione e al nome del sigaro. Può essere presente una seconda fascetta, che indica una edizione limitata o info aggiuntive sulla produzione particolare.wiki14

L’anilla viene collocata sul sigaro in condizioni ottimali di temperatura e umidità, per cui al momento della fasciatura il sigaro avrà un determinato diametro e la fascia sarà incollata in modo che non avrà giochi particolari. Infatti il muoversi sul corpo del sigaro potrebbe provocare danni alla foglia principale compromettendo la corretta fumata.

L’anilla riesce a dare anche diverse informazioni sullo stato del sigaro, infatti se vediamo un sigaro che si presenta più gonfio sopra e sotto la fascia, quindi l’anilla comprime il sigaro, il sigaro è stato conservato con un tasso d’umidità troppo alto. Se invece l’anilla ha un gioco molto sviluppato, significa che il sigaro è stato conservato ad un tasso d’umidità troppo basso, quindi il volume è diminuito, oppure è un sigaro molto invecchiato, e lo stesso processo di invecchiamento fa si che molti olii vengano persi a discapito del volume del sigaro.

 

 

CONFEZIONAMENTO

Il sigaro è un oggetto particolarmente delicato e bastano poche ore di conservazione scorretta per compromettere, a volte in modo irrimediabile, il suo pieno utilizzo. Per questo motivo un sigaro deve essere sempre confezionato se deve essere trasportato da un luogo ad un altro, ragione per cui è conservato nei seguenti modi:

Tubo

Può essere in alluminio o meno frequentemente in plastica, garantisce la conservazione per lunghi periodi e può essere riutilizzato a piacere. All’interno del tubo spesso viene usato del tranciato sottile di cedro per mantenere più costante possibile il livello di umidità del sigaro posto all’interno. Esistono anche versioni pregiate in pelle, che possono contenere fino a cinque sigari, ma che non garantiscono la tenuta stagna.

Confezione in cartone o plastica

La confezione in cartone (“petaca”) è da tre o cinque pezzi, non garantisce la tenuta dell’umidità e a lungo andare altera il sapore dei sigari contenuti: per tali motivi è da ritenere il peggior tipo di confezionamento, nonostante sia usato anche per sigari di qualità (ad es. Cohiba, Partagas, Montecristo). La confezione in plastica (detta anche “bundle”) è invece riservata a sigari di bassa qualità e prezzo economico.

wiki15La scatola

Si tratta di scatole in legno, a volte grezzo a volte ricoperto di carta recante il logo della marca, che garantiscono una buona tenuta dell’umidità su breve periodo, ma che comunque necessitano di stare in ambiente protetto se conservate a lungo. Il box da 25 unità è il formato standard nel confezionamento, coi sigari disposti in due file (una da 13 una da 12), in tre file (8-9-8). Tuttavia il box, di forma rettangolare, tende a “schiacciare” i sigari ed a fargli perdere la struttura circolare fino a farli diventare quasi rettangolari. Per questo motivo è sempre più frequente il confezionamento in scatole denominate cabinet, che possono contenere 25 o anche 50 sigari, in cui però i suddetti sono conservati sciolti e non incastrati.

In questi casi i sigari vengono avvolti in una semplice fascia in modo da tenerli insieme ma senza fargli perdere la forma originaria. Il cabinet è da considerarsi la forma di confezionamento migliore, tanto che pare che i migliori sigari siano messi proprio in questo tipo di scatole. Negli ultimi anni il mercato si è allargato notevolmente e per venire incontro alle esigenze di nuovi fumatori sono state introdotte anche scatole da 5 o 10 unità, riservate a produzioni speciali o per sigari particolarmente rari e costosi che pochi potrebbero comprare in confezioni da 25.

Altre confezioni

Molti altri tipi di confezionamento possono essere usati, specie per produzioni limitate e speciali: giare di ceramiche (una delle migliori soluzioni in fatto di conservazione), humidor in legno decorato dalla forme più diverse (ogni anno a Cuba ne vengono presentati di nuovi), box metallici.

Molte informazioni importanti si possono avere dall’analisi dei Cuños, ovviamente per i soli sigari cubani, che sono i timbri che vengono posti nella parte sottostante la scatole di sigari. Il codice che viene riportato conferma diverse informazioni. I timbri sono stati introdotti nel 1985 e si sono succedute 4 tipologie di codici, per arrivare a quella in uso oggi.

Il codice riportato riguarda solo la fabbrica di produzione, mentre anno e mese di produzione vengono indicati in modo molto chiaro e sono facilmente leggibili, mentre nelle precedenti codifiche era da “tradurre”.

Il mese è indicato con 3 lettere, che sono le iniziali del mese (scritto in spagnolo): L’anno invece viene indicato con le ultime 2 cifre che lo compongono. Il codice della fabbrica, invece, viene indicato con 3 o 4 lettere, ed è abbastanza complesso da decifrare. Infatti per una stessa fabbrica possono essere utilizzati anche più codici.

CLASSIFICAZIONE PER COLORE

Il colore del sigaro viene determinato dalla foglia piè esterna, dalla Capa quindi, che come detto non determina il gusto del sigaro. Le foglie scure generalmente sono quelle che sono state staccate più tardi rispetto alle altre foglie della stessa pianta e sono quindi state più esposte al sole e hanno prodotto più zuccheri, sono frutto di coltivazioni che solitamente avvengono ad altitudini maggiori e di solito hanno subito anche fermentazioni di maggior durata.

Come detto anche in altre sezioni, i sigari vengono divisi per colore per essere inseriti all’interno di una scatola con il colore tra loro più simile, per dare un aspetto più gradevole al tutto.

DOUBLE CLARO

bruno verdognolo.

Questo colore si ottiene raccogliendo la foglia prima che raggiunga la maturazione e facendola poi essiccare in modo rapido. I sigari hanno un gusto molto leggero.

CLARO

bruno chiaro (come il caffelatte).

E’ il classico colore dei sigari leggeri.

COLORADO CLARO

medio-scuro.

COLORADO

bruno rossiccio scuro, aromatico.

E’ il colore dei sigari ben stagionati.

COLORADO MADURO

bruno scuro, forza media e ancora più aromatico del maduro.

Generalmente ha un gusto ricco.

MADURO:

bruno, decisamente scuro.

Ha un gusto pieno ed è adatto per fumatori esperti. Viene considerato il classico colore dei sigari cubani.

OSCURO

quasi nero.

Gusto abbastanza forte con pochissimo profumo. 

 

CONSERVAZIONE

Il sigaro è un prodotto che necessita di un sistema di conservazione particolare affinché vengano preservate le qualità organolettiche nel tempo. Un avana di buon livello continua a migliorare per oltre 10-15 anni dalla produzione, per poi lentamente calare.

wiki16La questione sul numero ottimale di anni per la conservazione è dibattuta: alcuni preferiscono fumare il sigaro “fresco”, appena rollato o comunque entro 3 anni dalla fattura, altri propendono per stagionature più lunghe (5, 10 anni), altri ancora sono sostenitori del sigaro “vintage”, con più di 10 anni di invecchiamento. Premettendo che la scelta si basa sul gusto personale, un sigaro fresco avrà aromi più distinguibili e ruvidi, un sigaro invecchiato tenderà a offrire sapori più amalgamati e pastosi. A prescindere comunque da queste preferenze, ogni appassionato deve munirsi di un sistema di conservazione. Due sono i parametri fondamentali da tenere presente quando si parla di sigari: umidità e temperatura.

UMIDITA’

È il primo parametro da controllare per conservare dei sigari; esso può essere facilmente tenuto sotto controllo con un igrometro, digitale o analogico, se ne trovano a quintalate su ebay ed Amazon a prezzi interessanti, ovviamente se si vuole sostituire quello presente nel proprio humidor. È bene ricordarsi sempre che la percentuale di umidità deve sempre restare tra il 65% ed il 72% a una temperatura di 18-20 gradi centigradi. Nel caso in cui non si disponga di un humidor climatizzato, che mantiene questi valori in modo automatico, bisogna avere l’avvertenza di abbassare il tasso di umidità man mano che sale la temperatura, calcolando un punto percentuale in meno ogni grado in più: per cui se a 20° si tiene il 70%, a 25° bisogna tenere il 65% e a 30° il 60% per tenere inalterata la quantità reale di umidità all’interno del sigaro. Questo per evitare problemi di combustione e un marcato sapore amaro durante la fumata, segni tipici dell’eccesso di umidità nel sigaro.

Variazione del range ottimale in base alla tipologia dei sigari:

  • sigari cubani: tra 60% e 75% di umidità. Sotto il 60% il sigaro inizia a divenire secco, e perde i suoi olii e quindi il suo aroma, può rompersi facilmente e farsi fumare con difficoltà, mentre sopra il 75% diviene troppo umidificato, tende a ingrossarsi, e a causa del tiraggio elevato è facile che diventi amarognolo
  • sigari extracubani: i sigari che vengono prodotti fuori da Cuba hanno dei tassi di umidità leggermente maggiori rispetto a quelli impiegati per i cubani. Il range varia dal 65% all’80%. 
  • sigari italiani o toscani: non è obbligatorio tenere i toscano in humidor, ma male non gli fa. Umidità decisamente inferiore e vanno tenuti sempre in humidor differenti dai cubani.

TEMPERATURA

La temperatura incide solo sulla longevità del sigaro, ma scendere sotto i 16°C e mai salire oltre i 20 °C. Al di sotto  matura molto lentamente, al di sopra dei 20° matura molto velocemente e può causare danni alla conservazione del sigaro.

 

 

HUMIDOR

Per conservare quindi i nostri beniamini si utilizza il cosiddetto humidor, in pratica un umidificatore. In esso i sigari non assorbono odori che potrebbero danneggiarne l’aroma, proprio per questo quasi sempre gli humidor sono costruiti al loro interno con legno di cedro. L’humidor è quindi una scatola, un contenitore, una stanza, in grado di mantenere umidità costante al suo interno

TIPI DI HUMIDOR

wiki17Humidor statico: Un humidor statico in legno di cedro spagnolo e/o mogano con igrometro e spugna umidificatrice

Si tratta di una scatola prodotta appositamente, che all’esterno può essere di diversi materiali ma solitamente è di legno, ma che all’interno deve essere rivestita come detto di legno di cedro, a causa della grande capacità igroscopica ovvero di mantenimento dell’umidità di questo legno. L’umidità è tenuta sotto controllo con una spugnetta classica, tipo quella da fioraio, di dimensioni variabili a seconda della grandezza dell’humidor. Solitamente vi è anche incorporato un igrometro.

È comunque comune utilizzare come humidor statico una classica scatola di sigari con all’interno la spugna umidificatrice. In ogni caso essa deve essere bagnata frequentemente, stando attenti a che rimanga sempre umida soprattutto nei mesi più caldi, utilizzando preferibilmente acqua distillata. L’humidor statico può essere anche progettato per essere trasportato: in tal caso è di piccole dimensioni, spesso in materiale plastico ed è usato per portare una piccola quantità di sigari per un tempo limitato.

Humidor dinamico: L‘interno è sempre di cedro. Tuttavia diversamente dall’humidor statico, in cui l’umidità è tenuta sotto controllo da una spugna bagnata, in quello dinamico vi è un sistema elettronico che la gestisce e che è possibile regolare per avere la percentuale preferita. Ciò è un vantaggio notevole soprattutto nelle stagioni fredde, quando l’humidor statico tende facilmente verso un’eccessiva umidità (a cui si ripara solitamente tenendo aperto l’humidor); diversamente, l’humidor dinamico produce esattamente un ambiente con la percentuale prescelta, evitando queste situazioni.

Humidor refrigerato: è la soluzione più professionale e meno rischiosa per la conservazione dei sigari. L’umidità è controllata da sistemi statici (nelle versioni più economiche) o dinamici, ma in più vi è un vero e proprio impianto di aria condizionata che mantiene la temperatura al livello scelto, che di solito è tra i 16° ed i 20°. Questo sistema impedisce la crescita del bicho, e garantisce anche una maturazione costante. È comunque sempre consigliabile, e vale per tutti gli humidor medio-grandi, tenere i sigari nelle proprie scatole. Ciò protegge dagli sbalzi di umidità e temperatura ed impedisce che possano mescolarsi gli odori ed i sapori dei sigari diversi, ed è particolarmente indicato quando nel medesimo humidor convivono sigari caraibici e toscani.

wiki18Walk-in humidor: è una stanza umidificata e condizionata. Il prezzo varia a seconda delle dimensioni della stanza ma è comunque molto elevato. Si tratta della soluzione ultima e perfetta per la conservazione dei sigari, ovviamente qualora essi siano molti. È una vera e propria stanza le cui pareti sono di legno di cedro, in cui è installato un sistema di umidificazione e condizionamento dell’aria completamente regolabile.

Si sta diffondendo ultimamente la conservazione in giara. Giare chiuse ermeticamente, in vetro o ceramica, che consentono comunque una ottima conservazione dei sigari, sia per rapido consumo che per vero e proprio invecchiamento. Ovviamente le prime prevedono un controllo dei sigari anche senza necessariamente aprire la giara, le seconde consentono un minor intervento della luce diretta e quindi un innalzamento della temperatura piu’ rapido. Per i sistemi di umidificazione da utilizzare valgono gli stessi criteri, ovviamente lo spazio a disposizione e’ minore per cui occorrera’ un umidificatore piu’ piccolo. Naturalmente questo tipo di conservazione porta il sigaro lontano dalla sua scatola originale, e dal legno della stessa, andando a perdere quei sentori tipici del legno e dell’humidor classico, questo non vuol dire, naturalmente, che sia una cosa negativa in assoluto.

AVVIARE UN HUMIDOR

Per gli humidor non automatizzati e necessario procedere ad un avviamento della scatola o può rendersi necessario innalzare l’umidità in seguito a introduzione di nuovi sigari o variazioni climatiche significative.

Un veloce metodo per innalzare l’umidità consiste nel inserire nell’humidor, a seconda delle dimensioni, una tazzina o contenitore analogo con dell’acqua distillata. Si usa acqua distillata per evitare i batteri nell’acqua potabile, che potrebbe danneggiare i sigari. Si possono anche umidificare le pareti dell’humidor con un panno bagnato, così da velocizzare l’operazione di aumento dell’umidità.

wiki46I dispositivi tradizionali per umidificare l’humidor vanno dalla classica spugnetta, ai cristalli di polimeri agli ultimissimi beads, provati da poco, poi faremo una discussione sull’argomento. La spugnetta va ovviamente immersa in acqua periodicamente, i polimeri vanno bagnati meno spesso ma comunque richiedono continua verifica, i beads invece durano per sempre e mantengono inalterata l’umidità, i beads sono lo stesso dispositivo impiegato anche nei musei, per la conservazione delle opere d’arte, proprio per le elevate caratteristiche di controllo dell’umidità che danno.

TUBOS PER CONSERVAZIONE E TRASPORTO

I tubos non sono elementi per la conservazione dei sigari, il tappo non ermetico permette il passaggio di aria per cui non possono essere considerati degli ottimi conservatori. Nel corso degli anni siamo passati da tubi quasi anonimi in alluminio, a vere e proprie opere d’arte che hanno appeal anche dal punto di vista della vendita.

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Al loro interno mantengono quasi tutti la lamina di cedro per il mantenimento dell’umidità, ovviamente nel breve periodo e in circostanza di temperatura non estrema.

Alcuni tubos hanno del sughero sotto il tappo per avere una funzione di stabilità dell’umidità e quindi cercare di conservare meglio il sigaro, mentre dal capo opposto ci potrebbe essere un cuscinetto che impedisce urti della testa.

Altro dilemma che portano con se i tubos riguarda il loro arrivo a casa. Deve il sigaro essere spogliato del suo involucro prima di essere messo nell’humidor? le scuole di pensiero si accavallano, c’è chi ritiene che per invecchiamenti importanti sia meglio lasciarli nel loro involucro, proprio perchè si ha un minor passaggio d’aria e gli olii essenziali restano all’interno, altri invece sostengono che all’interno dell’humidor vada solo il tabacco e che lo scambio con altri sigari faccia solo bene alla conservazione del sigaro. Al proprio gusto l’ardua sentenza.

[hr]

 

MALATTIE DEL SIGARO

Il Bicho

Si tratta di un coleottero abbastanza piccolo, lungo 2,5/3 mm di colore bruno. L’adulto femmina depone le uova nella pianta del tabacco; queste per potersi schiudere hanno bisogno di una temperatura superiore ai 22-25°. Se ciò accade possono verificarsi notevoli danni ai sigari visto che il piccolo coleottero si nutre del tabacco stesso. Un singolo esemplare può “bucare” 15-20 sigari rendendoli infumabili. È noto anche come la tarma del sigaro. I moderni sistemi di lavorazione hanno pressoché eliminato questo problema, che comunque è sempre bene tener presente quando si aggiungono al proprio humidor sigari di provenienza non certa. Non va confuso con un acaro di colore bianco lungo circa 1 mm (a occhio nudo pare un piccolo ragno) che invece non è affatto dannoso e che compare solo se l’umidità relativa è alta, scomparendo quando questa si abbassa.

Il cosiddetto “sick period”

Il cosiddetto “periodo malato” consiste in un arco di tempo variabile da sigaro a sigaro, che va da circa un mese a circa un anno dopo la fattura. In pratica avviene nel sigaro una microfermentazione che produce ammoniaca: se si fuma in questo periodo il sigaro è irrimediabilmente disgustoso per i forti sentori ammoniacali. Quanto più ligero è presente nel sigaro quanto più questa fase dura, ragion per cui marche dai sapori più decisi richiedono tempi di maturazione più lunghi. Pare che questo problema sia relativamente recente: fino a quando, negli anni ottanta del XX secolo, la richiesta è stata contenuta i sigari erano lasciati maturare a lungo e immessi sul mercato quando erano già fuori dal sick period; oggi invece la forte richiesta spinge sul mercato prodotti non ancora pronti, che il consumatore deve aver cura di far invecchiare. Da notare che il problema è presente per i sigari cubani e pressoché assente per sigari di altre provenienze.

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